Lazio, Agostinelli: “L’Atalanta ha una rosa più completa, ma…”

Le parole di Agostinelli a Il Cuoio

Lazio, Agostinelli: "Biancocelesti in corsa per il 4° posto"

L’ex giocatore della Lazio (e dell’Atalanta), Andrea Agostinelli, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de Il Cuoio, all’interno del Corriere dello Sport, in vista della semifinale di Coppa Italia tra le due squadre per le quali ha giocato durante la sua carriera da calciatore.

Le sue dichiarazioni:

“La Lazio è stata la squadra che mi ha permesso di affacciarmi al mondo del calcio, che mi ha dato di più dal punto di vista sentimentale e che mi ha fatto diventare calciatore. All’Atalanta ho disputato le mie tre stagioni migliori e sono stati gli anni della consacrazione”.

“Semifinale Coppa Italia di stasera? L’Atalanta ha una rosa più completa, ma la Lazio che ho visto a Napoli mi ha stupito. Per me il risultato è apertissimo. I nerazzurri giocano un bel calcio, ma per caratteristiche il loro modo di stare in campo si sposa bene con la Lazio di quest’anno: se riusciranno a difendersi bene, possono trovare il modo di colpire la difesa nerazzurra”.

“Cancellieri o Isaksen? Nessuno dei due ha saputo trovare continuità. Io continuerei a puntare su Cancellieri, che a Napoli ha fatto benissimo. Bellanova o Zappacosta? Bellanova ha corsa e qualità, ma ti dico la verità: Zappacosta è uno di quelli contro cui non vorrei mai giocare contro”.

“Re Cecconi? Ero biondo come lui, giocavo con la maglia numero otto, ma sul campo eravamo diversi. Lui era molto forte fisicamente, nella corsa e nella lotta. Era un vero e proprio lottatore. Io al contrario ero più bravo con il pallone tra i piedi e nell’impostazione del gioco. Sostituire un giocatore tanto amato come Luciano Re Cecconi, e diventare titolare in serie A a soli diciannove anni non è semplice per nessuno. In più i giornali non facevano altro che fare paragoni tra noi due. Non fu semplice. Fortunatamente le cose andarono bene sin dai primi giorni, anche se convivere con quella pesante eredità non fu facile”.

“La Lazio di Maestrelli? Eravamo un bel gruppo, con me c’erano Bruno Giordano, Lionello Manfredonia, Stefano Di Chiara. In quegli anni era consuetudine permettere ai giovani del vivaio di arrivare in prima squadra. Non fu affatto facile. Lo spogliatoio era formato dal gruppo storico dello scudetto: per me, Bruno e Lionello non fu facile. Diciamo che entrammo in punta di piedi, ma per farci largo siamo dovuti entrare a gamba tesa”.

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