A riaccendere il dibattito sull’azionariato popolare è stato Claudio Lotito, senatore di Forza Italia, intervenuto a Palazzo Madama sul disegno di legge che punta a favorire la partecipazione dei tifosi nelle società sportive (soprattutto calcistiche). Il provvedimento nasce da un’iniziativa della Lega guidata da Matteo Salvini. È stato approvato alla Camera nel 2024 e di recente ha ottenuto il via libera anche in Commissione Cultura al Senato. La scorsa l’esame in Aula è stato stoppato e su richiesta di FI ed è stato rinviato. Nel pomeriggio, al Senato, è prevista una riunione di maggioranza ad hoc.
“Non è un problema politico, ma tecnico”
“C’è un problema di fondo”, ha dichiarato il presidente della Lazio, dinanzi ai cronisti presenti a Palazzo Madama. “Il sistema dell’azionariato popolare in Italia non si è mai visto”. Una presa di posizione netta, che sposta il confronto dal piano ideologico a quello pratico. Lotito ha respinto l’idea che la sua sia una chiusura di parte. “Non è una cosa inventata da Claudio Lotito. Le norme devono essere fatte, calate nella realtà”.
Secondo il senatore di Forza Italia, esiste una distanza evidente tra i principi teorici e la gestione concreta delle squadre di calcio, dove ruotano interessi economici rilevanti. Nel calcio professionistico, tra diritti televisivi, sponsor e bilanci milionari, la governance societaria è un nodo centrale. Perciò, a suo giudizio, introdurre forme di partecipazione diffusa richiede valutazioni molto attente.
Il nodo tifoserie e legalità
Il passaggio più delicato riguarda le tifoserie organizzate. Lotito ha parlato di “interessi economici e delinquenziali” presenti in alcune frange del tifo. Ha citato anche Fabrizio Piscitelli, detto ‘Diabolik’, storico capo ultrà laziale, per sottolineare episodi legati a criminalità e traffici illeciti. “Si parla di spaccio, prostituzione. Bisogna dire basta a questa roba”, ha affermato lo stesso Lotito. Un richiamo che intreccia il tema della partecipazione con quello della sicurezza negli stadi e del controllo delle dinamiche interne alle curve.
Le ipotesi sul futuro del provvedimento
Alla domanda se sia opportuno bloccare l’iter del disegno di legge, Lotito ha risposto con cautela: “Vedremo”.
Tra le possibili modifiche ci sono:
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Limitare l’azionariato popolare alle società sportive più piccole
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Applicarlo a realtà territoriali circoscritte
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Introdurre requisiti e controlli più stringenti
Una mediazione che eviterebbe di includere nel ddl i grandi club di Serie A, dove gli interessi economici sono più consistenti.
Un dibattito destinato a pesare
Il confronto sull’azionariato popolare nel calcio resta aperto. Da un lato c’è chi vede nella partecipazione dei tifosi uno strumento di trasparenza e radicamento. Dall’altro, chi teme possibili infiltrazioni o conflitti nella gestione societaria. Le parole di Claudio Lotito riportano la discussione su un piano pragmatico. Il Senato dovrà ora decidere se confermare l’impianto del testo o introdurre correttivi. La sensazione è che la partita parlamentare sia tutt’altro che chiusa. E che il vero equilibrio si giochi tra partecipazione e controllo.



Parla quello citato su una sentenza di tribunale per aver acquisito la maggioranza delle azioni della Lazio tramite un complesso disegno criminoso.
Vattene
Sono un tifoso della Lazio, incensurato, pago le tasse, e sono un onesto cittadino. Come me altre centinaia di migliaia di tifosi.
Il pregiudicato in caso sei tu Senatore Lotito, meriteresti una causa per diffamazione.
Sei come la peste…chi ti incontra ti evita…devi rimanere solo come un cane…la gente laziale non ti vuole più vedere né sentire…senza tifosi hai i giorni contati
Il problema sei tu…indegno omuncolo arrogante
Azionariato popolare = Mettere in CDA malviventi… bella equazione eh… bel modo di porsi verso i tifosi.
Ma questa persona conosce minimamente come funziona in Premier League? Come in Inghilterra abbiano debellato il problema hooligans ad esempio? Ossia non solo con repressione ma con partecipazione e responsabilizzazione del tifo organizzato inglese?
Perle al 🐷
Il problema è la gestione personalistica della Lazio, che è invece patrimonio dei Tifosi
Ogni pretesto è buono pur di non mettersi dentro casa un socio che controlla quello che fa.
D’altronde la prima cosa che fece quando acquistò il primo pacchetto azionario di maggioranza della SS Lazio, era stato quello di istituire un principio dualistico nella società. Così tagliava fuori l’assemblea dei soci
Il fondo sei tu
Continua così, le tue parole sono il motore della nostra protesta