Nel corso dell’ultima puntata di Open Var, trasmissione di approfondimento arbitrale in onda su DAZN, è stato passato al setaccio uno degli episodi più discussi dell’ultimo turno di campionato: il calcio di rigore assegnato all’Atalanta nella sfida contro la Lazio. L’azione incriminata riguarda il tocco di mano di Danilo Cataldi in area, decisione che ha generato dibattito tra tifosi e addetti ai lavori.
A offrire un’analisi tecnica è stato l’ex arbitro Andrea De Marco, intervenuto per chiarire la dinamica dell’episodio e la correttezza della scelta presa sul terreno di gioco. Secondo la sua valutazione, non ci sarebbero dubbi sull’interpretazione regolamentare dell’azione.
“La decisione è corretta, è stato bravo l’arbitro a vederla dal campo. Il braccio di Cataldi è alto, che la prenda nella parte sotto non vuol dire nulla. Giusta la decisione di campo e giusta la conferma del Var, che ha controllato anche il fuorigioco. Sappiamo che è semiautomatico, ma ci deve essere sempre una verifica tecnica da parte degli arbitri a Lissone perché gli scheletri siano in posizione corretta”.
De Marco ha dunque sottolineato come la posizione del braccio sia l’elemento determinante nella valutazione del fallo di mano, indipendentemente dal punto esatto dell’impatto con il pallone. Inoltre, ha evidenziato il corretto funzionamento della procedura VAR, compreso il controllo sul possibile fuorigioco tramite il sistema semiautomatico. Un passaggio, quest’ultimo, che ribadisce come la tecnologia rappresenti un supporto fondamentale, ma sempre subordinato alla supervisione umana nella sala operativa di Lissone.



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Non c’erano dubbi