Il dopo Lecce in casa Lazio si trasforma in un vero caso. L’addio polemico di Alessio Romagnoli, salutato dai tifosi e protagonista di parole cariche di significato, aveva aperto scenari inattesi sul futuro del difensore. Un gesto forte, letto da molti come il preludio a una possibile rottura, che ha acceso il dibattito nell’ambiente biancoceleste e riportato al centro il rapporto tra squadra, allenatore e società.
La risposta di Lotito
A spegnere subito ogni voce ci ha pensato il presidente Claudio Lotito. Il numero uno della Lazio è stato netto: Romagnoli non parte. Una presa di posizione decisa, arrivata anche come risposta indiretta alle parole di Maurizio Sarri, che aveva sottolineato l’importanza dei giocatori più esperti nello spogliatoio. Per la società il difensore resta una colonna, dentro e fuori dal campo, e non è in discussione alcuna cessione.
Romagnoli, numeri e leadership
I numeri confermano il peso di Romagnoli nel progetto tecnico: 145 presenze con la maglia della Lazio e un contratto in scadenza nel 2027. Dati che raccontano continuità, affidabilità e leadership, elementi che Sarri considera fondamentali per l’equilibrio della squadra, soprattutto in una fase delicata della stagione.
La linea della società
Il messaggio è chiaro: stop alle polemiche e testa al campo. Lotito blinda Romagnoli e rilancia l’unità dell’ambiente, con l’obiettivo di ritrovare serenità e risultati. La Lazio riparte da qui, dal suo leader difensivo e da una scelta di forza che chiude, almeno per ora, ogni possibile scenario di addio. Il Corriere dello Sport.


