Riccardo Mancini segue da anni il calcio spagnolo e lo faceva già prima di entrare nel team di DAZN. Il lavoro svolto nel tempo come commentatore gli ha consentito di costruire una conoscenza approfondita di numerosi profili della Liga, tra cui Alfonso Pedraza. Il terzino sinistro del Villarreal è un nome che la Lazio ha già messo sotto osservazione in vista dell’estate, quando il suo contratto arriverà a scadenza. Intervenuto ai microfoni di Radio Laziale, Mancini ha tracciato un profilo dettagliato del giocatore, soffermandosi su qualità tecniche, aspetti fisici e margini di miglioramento, prima di ampliare il discorso anche sull’arrivo di Kenneth Taylor e sull’evoluzione tattica di Maurizio Sarri.
Mancini su Pedraza
Parlando di Pedraza, Mancini ha espresso un giudizio complessivamente positivo: “Pedraza mi piace molto. La prima impressione che ho avuto è che non è un giocatore malvagio, tutt’altro. Ha molta gamba. Ricorda un po’ Spinazzola per passo. Si propone molto sulla fascia sinistra. Nelle ultime due stagioni ha avuto qualche problemino alla caviglia. Prima era uno che aveva gamba sciolta, portava qualche gol e assist. Ora bisogna capire come sta. Quest’anno sembra aver trovato continuità di utilizzo, di rendimento non lo so. Se è rimasto quello di due anni fa è un ottimo giocatore, per capacità di corsa e di inserimento. Accompagna sempre l’azione, arriva spesso sul fondo. Ha giocato molto con Marcelino che nel suo 4-4-2 prevede l’accompagnamento dei terzini”.
Analizzando invece la fase di non possesso, Mancini ha precisato: “In fase difensiva se la cava discretamente. Non è un marcatore. Non è un difensore bloccato. A lui piace andare, far girare l gamba, per certi versi un Nuno Tavares, anche se è meglio in fase difensiva. Difendere non è la sua caratteristica principale. Biraghi? Può starci come paragone. Ha più gamba, ma non batte quelle punizioni”.
Sull’eventuale inserimento nel contesto biancoceleste, il commentatore ha aggiunto: “Al netto delle condizioni fisiche, secondo me ti fa alzare il livello. Gioca in una squadra come il Villarreal che sta tornando ai livelli di qualche anno fa. Lui è titolare e gioca con continuità. Il giocatore che io ricordo può essere una casella di ripartenza per alzare il livello. Forse non sarà devastante, ma può aiutare a far crescere la Lazio”.
Il pensiero su Taylor
Il discorso si è poi spostato su Kenneth Taylor: “Ratkov non lo conoscevo. Taylor sì. Lui è un ambidestro e nel calcio ce ne sono sempre meno. Se ne parla troppo poco. Uno che gioca con entrambi i piedi è una perla rara. Ti aggiunge tanto, non sai come calcia. Lui è uno che porta quella qualità che non avevi prima. Ha inserimento, ma sa trattare la palla. Taylor mi sembra il giocatore che serviva a Sarri”.
Mancini su Sarri
Infine, una riflessione sull’allenatore biancoceleste: “Sarri è un allenatore che sta cambiando di più rispetto a prima. Anche per necessità. Si è dovuto adattare alla squadra che si è trovato in mano e al mercato che non è stato fato. Ora dovrà farlo anche per il mercato che verrà fatto. Mi sembra che il nuovo Sarri qualche soluzione alternativa la preveda, poi dobbiamo capire quanto riesca a farsi capire dai giocatori. Non so quanto voglia cambiare, ma credo che questo nuovo Sarri sia disposto a farlo”.


