Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, all’interno della rubrica “La Mia Lazio”, Danilo Cataldi si è raccontato a tutto campo, soffermandosi non solo sull’attualità ma anche sul proprio percorso personale e professionale.
Cataldi sul ritorno dopo la Fiorentina
Il centrocampista ha spiegato come il rientro in biancoceleste sia stato vissuto in maniera diversa rispetto al passato: “Differenza tra quando sono tornato in estate e nel 2018? Sono passati un po di anni, superati i trenta vivi tutto in maniera diversa, c’è un po’ di esperienza in più, Firenze è stata una tappa diversa rispetto alle precedenti”. Durante la parentesi in viola, Cataldi non ha mai smesso di seguire la Lazio: “Quando ero a Firenze ho visto tutte le gare della Lazio che potevo, anche quando eravamo in spogliatoio con il telefono. Sicuramente i quarti con il Bodo sono stati quelli che mi hanno segnato di più, mi è dispiaciuto per i compagni che ho sentito tutto l’anno. Anche i derby li ho vissuti in maniera caotica, li ho visti insieme a Edo (Bove, ndr)”.
Gli allenatori di Cataldi e il gol di Provedel
Un passaggio anche sugli allenatori che hanno inciso maggiormente sulla sua carriera: “Sono stati tre allenatori importanti con Sarri c’è un legame a livello calcistico più adatto alle mie caratteristiche, speriamo di continuare questa crescita”. Indimenticabile l’emozione in Champions League: “Una gioia incredibile una partita che non meritavamo di perdere, in Champions, è stato un bel momento”.
Cataldi e i calciatori della sua carriera
Cataldi ha ricordato anche figure simboliche del passato laziale: “La Lazio ha avuto grandi giocatori ma anche grandi uomini, se me lo chiedi ora per quello che è stato e per la mancanza ti direi che avrei voluto giocare con Sinisa Mihajlovic”.
Sul confronto tra Ciro Immobile e Moise Kean, il giudizio è ponderato: “Il paragone Kean-Immobile è complicato, Ciro ha fatto 8/10 anni a livelli importantissimi, era incredibile in fatto di gol e di continuità. Ha vinto una Scarpa d’Oro in un’epoca con giocatori incredibili. Kean credo sia un giocatore incredibile, ha potenzialità atletiche impressionanti. L’anno scorso ha fatto un campionato importante, è un giocatore forte, Ripetersi è difficile ma ha tutte le qualità per poterlo fare”.
Guardando al futuro, Cataldi sottolinea il valore umano e tecnico dei compagni avuti: “Quando smetterò dirò che ho avuto la fortuna di giocare con calciatori importanti. Radu è stata la persona che in campo mi ha aiutato di più, ho giocato anche con Klose. Sono, oltre che giocatori straordinari, personaggi importanti nella storia del calcio”.
E su Felipe Anderson dice: “Era straripante nei suoi primi quattro mesi alla Lazio, poi è tornato e penso che comunque faceva la differenza, era più pulito magari meno devastante a livello fisico. Felipe è un giocatore fortissimo”.
Catald e le 250 presenze
“250 presenze e oltre con la Lazio? Mi fa piacere, penso che da un certo punto di vista non sia stato facile, sono andato via e poi sono tornato. Se mi guardo indietro sono contento e spero di poter portare la Lazio il più in alto possibile”.


