Serie A, De Siervo: “Produciamo oltre 800 partite l’anno. Livello pari alla Premier League”

Ecco le parole dell'amministratore delegato della Serie A

l'Ad della Lega Serie A
L'Ad della serie A Luigi De Siervo

Il calcio italiano non è più solo competizione sportiva, ma anche produzione televisiva e contenuti multimediali. A spiegarlo è Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, in un’intervista rilasciata al QS. Al centro del confronto, il futuro della trasmissione delle gare e l’evoluzione della Lega in chiave internazionale.

Secondo De Siervo, oggi la Lega produce direttamente per Dazn, Sky e altri broadcaster circa 423 partite l’anno, tra le 380 di campionato, gli incontri di Coppa Italia e la Supercoppa. A queste si aggiungono anche le gare del campionato Primavera, arrivando così a oltre 800 eventi sportivi gestiti ogni stagione. Una mole di lavoro che comprende telecronache in più lingue e un apparato tecnologico avanzato, con 16 cabine di registrazione nel centro di produzione di Lissone e un team di 35 telecronisti attivi per i diversi mercati internazionali.

“Abbiamo standard produttivi pari a quelli della Premier League – ha sottolineato De Siervo – con registi e tecnici presenti su tutti i campi e persino l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per adattare la pubblicità sui led a seconda del Paese di trasmissione”. Un modello, quello italiano, che ha fatto scuola: “Sono gli stessi inglesi ad aver deciso di internalizzare la produzione, come noi abbiamo fatto da anni”.

Quale futuro per la Serie A?

La Lega, dunque, si muove sempre più come una vera media company. Oltre alla diretta delle gare, c’è un’attenzione crescente ai contenuti digitali e social: “Gestiamo 22 account in otto lingue e abbiamo superato i 10 milioni di follower su YouTube. L’obiettivo è raccontare il nostro calcio per 18 ore al giorno, con linguaggi diversi e più vicini ai tifosi”.

E sul futuro delle trasmissioni televisive, De Siervo chiarisce: “Per ora i diritti restano in esclusiva ai nostri licenziatari – Dazn, Sky, Mediaset e Sportitalia – ma vogliamo rafforzare la nostra capacità di comunicare direttamente con gli appassionati, senza lasciare che siano solo altri a raccontare le nostre storie”.

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