Gianluca Grassadonia, allenatore della Lazio Women, è intervenuto ai microfoni ufficiali del club biancoceleste per parlare di diversi argomenti legati alle biancocelesti.
Ecco le dichiarazioni di Grassadonia: “Se ho staccato un po’? No perché già ci stiamo proiettando verso la nuova stagione. Stiamo lavorando veramente tanto per allestire una squadra che sia competitiva il più possibile. Promozione? Conquistata con grande determinazione. Non ci siamo mai nascosti e sapevamo che sarebbe stata dura. Abbiamo fatto più volte i complimenti a chi ha lottato con noi per vincere questo campionato. Ma la Lazio ha avuto la fortuna di avere un gruppo di ragazze straordinario, che ha lavorato col gioco e con la mente per arrivare ad un obiettivo difficile ma tremendamente importante.
“L‘anno scorso? Lo spareggio perso aveva lasciato sicuramente delle scorie negative perché anche quella era stata una cavalcata che le ragazze avevano fatto. Soffiato (il passaggio in Serie A) sul finire del campionato con la sconfitta in casa contro il Napoli. Avevamo avuto la possibilità, con la vittoria di Verona alla penultima, di riprenderci il primo posto. Ciò non è avvenuto e abbiamo cercato nei play off con il Pomigliano di arrivare all’obiettivo. Non ci siamo riusciti, ma siamo partiti l’anno successivo con grande determinazione. Abbiamo lavorato duro ogni giorno e cercato di costruire un gruppo che avesse più linearità possibile. Brave ragazze!”.
“Stagione della rivalsa? Assolutamente si, la società ci è stata sempre vicina, soprattutto nei momenti un po’ particolari. Do un plauso soprattutto a loro perché non ci siamo mai sentiti soli, anzi siamo sempre stati accompagnati, anche con tanta pressione ma chi gioca alla Lazio deve convivere con questa pressione perché la società investe tanto.
“Infrastrutture? Il presidente ha investito tanto ed è stata ultimata da pochi giorni la nuova struttura dedicata alla Lazio Women. Secondo me, è un fiore all’occhiello perché, parlo anche per il maschile, in Serie A tante squadre non hanno questo tipo di struttura. La società sta invitando procuratori, con le future calciatrici, a visionare queste strutture, i campi e tutto il centro sportivo. Certamente è una risorsa importante per la Lazio e questo fa si che possano capire il Progetto Lazio e cosa chiede la società in un campionato nuovo per noi, con tante squadre già consolidate, ma noi vogliamo dar fastidio e dire la nostra. Avendo poi un pregresso nel maschile, tra Serie B e C, si gira tanto e non si ha mai casa propria”.
“Invece avere una struttura, lavorare a Formello e avere un filo diretto con la Prima Squadra (maschile), perché, nella parte finale della scorsa stagione, la società ci ha messo a disposizione tutte le strutture della Prima Squadra (maschile), significa avere dei punti in più. Significa anche recuperare in fretta e avere professionisti a tuo servizio”.
“Calciomercato femminile? E’ come quello maschile. Noi ci incrociamo spesso tra noi, lavoriamo tante ore in sala scouting per visionare ragazze, parlare con i loro agenti e con loro stesse e fare tante videocall per far passare il messaggio che la Lazio ha idee importanti e vuole consolidarsi in Serie A, un campionato completamente diverso rispetto alla B per intensità, ritmi e qualità. Rimarrà buona parte del gruppo dell’anno scorso e, a questo, aggiungeremo calciatrici anche internazionali che possano darci una mano. Serie A? Bisogna reggere l’urto sulla fisicità, come sulla tecnica e sull’intensità, perché lì ci sono calciatrici brave e abituate ad avere ritmi diversi. Dobbiamo avere una mentalità che, sebbene dobbiamo affrontare un campionato di assestamento, ci permetta di essere competitivi e di vincere. La società sta improntando un mercato per recepire calciatrici forti.
“Prossimo Step? Partire da un settore giovanile forte che va riscostruito e la società si sta muovendo per costruire delle fondamenta ben solide. Riguardo la Prima Squadra (femminile), si ripartirà da una rosa di 25 calciatrici, con 10-11 che potranno ben figurare, per poi aggiungere uno zoccolo duro di altre calciatrici, anche dall’estero, che possano ben figurare”.
“Sarri? Da lui ho imparato tanto, avere la fortuna ogni giorno di seguire l’allenamento è stato un’importante imparare. Una fortuna che hanno in pochi. Baroni? Penso che abbia l’età giusta per confrontarsi con una realtà come la Lazio, contano le idee, l’ho incontrato qualche giorno fa e mi ha detto se fosse per me partirei domani con gli allenamenti. Io penso che le stagioni negative dipendano anche dai cicli che finiscono, quest’anno la prima squadra ripartirà con un nuovo progetto. Le dimissioni di Sarri sono state un fulmine al ciel sereno, poi è arrivato un allenatore con il polso duro ma che ha portato la nave in porto. Essere stati giocatori è un vantaggio perché si conoscono determinate dinamiche”.
“Io allenatore? Non sapevo che lo sarei diventato. All’inizio volevo intraprendere il percorso di agente. Invece Fabiani mi indirizzò e se oggi mi ritrovo qui è perché in questa sua visione potevo farlo. All’inizio ero scettico sull’allenare la femminile ma a oggi sono più che felice della mia scelta”.
“Rapporto con Fabiani? Non è facile perché è non guarda in faccia nessuno, mette tanta pressione, ha un carisma difficile ma è una presenza importante e pretende tantissimo. Col tempo le ragazze hanno capito le sue parole dure dopo Cesena. Si lavora tanto, senza sosta, pure la domenica. Io ancora devo realizzare il campionato vinto perché non ho ancora smesso di lavorare. Ora siamo alle prese con la costruzione di questa squadra, dobbiamo sbagliare il meno possibile ma ripeto la società ha le idee chiare”.
“Io? Personalmente ho fatto tanta gavetta, non mi rimprovero nulla: sono sempre stato me stesso, anche se non ho un carattere facile. Oggi, a più di 50 anni, ho sempre quell’entusiasmo, quella ferocia di un tempo. Ma anche per questo devo ringraziare ancora un gruppo di ragazze che ha dato più di quello che ha poteva”.
“La famiglia? Per me è sempre stata importante, mi ha dato un’impronta, poi mi sono sposato giovane e abbiamo girato in lungo e largo l’Italia e oggi sono un padre sereno e felice: ho una moglie che mi vede pochissimo ma che mi supporta tantissimo”.
“Se avessi più tempo? Guarderei altre partite (ride, ndr.). Scherzi a parte, impegnerei il mio tempo nella mia casa al mare, l’unico posto in costiera cilentana dove mi riesco a rilassare, quello è il mio paradiso. Obiettivo? Chiaramente il primo è la salvezza, ci apprestiamo ad affrontare 10 squadre molto avanti per la loro progettualità. Quindi sappiamo di partire un gradino sotto ma, proprio per questo, stiamo cercando di dare il massimo. Non è facile allestire una squadra per il 60/70%. Cerchiamo però di trovare prima la donna e poi la calciatrice, voglio che capiscano dove arrivano e il senso di appartenenza, fondamentale per questi colori”.


