Claudia Palombi, attaccante della Lazio Women, è intervenuta ieri sera in una diretta su Instagram, alla pagina ‘Donne sui tacchetti’, per raccontare la sua gioia per la promozione in Serie A, ripercorrere tutta la stagione appena conclusa e parlare di altri sogni da realizzare in futuro e del rapporto col fratello Simone, ex calciatore della Lazio.
Ecco le sue dichiarazioni: “Vincere questo campionato è stata un’emozione è bellissima, nonostante mi sia già capitato di vincerlo negli anni scorsi. L’emozione non finisce mai e questa è una delle più grandi. Ci avviciniamo al calcio professionistico e la sentiamo particolarmente. È stato un anno fantastico con un gruppo da invidiare. È stato anche tosto perché ci sono state squadre che ci hanno dato filo da torcere fino alla fine, prima fra tutte la Ternana a cui faccio un in bocca al lupo. Noi quest’anno abbiamo incontrato tante difficoltà e credo che la nostra unione ci abbia aiutato a risolverle. Passione per il calcio? Credo di non avere mai avuto bambole in casa. Ho avuto l’esempio di mio papà, che già giocava a calcio, anche se non ad alti livelli, e sono nata insieme a mio fratello, con cui ho solo un anno di differenza. Vengo da una famiglia di cugini maschi che mi ha permesso di intraprendere questo percorso. Dalle partitelle sotto casa. Lì ho capito che avrei voluto fare questo da grande”.
“Consigli di mio fratello Simone? Abbiamo fatto una carriera simile, ha avuto la fortuna di esordire in A con le giovanili. Partendo dai giovanissimi, è ancora il miglior marcatore nella storia della Lazio. Si è tolto grandi soddisfazioni. Ci diamo consigli, siamo simili come giocatori. Cerchiamo di capire gli errori e ci consigliamo su come migliorare. È una grande fortuna per me avere lui e viceversa. Spesso si litiga e noi abbiamo avuto i nostri momenti, ma sin da piccoli questa cosa ci ha unito. Purtroppo lo vivo poco perché è sempre in giro per l’Italia, ma la voglia di viversi aiuta. Sarà per la vita futura una grande fortuna averlo accanto”.
“Lazio? Quando ne parlo, faccio sempre un po’ fatica. Per me è davvero una cosa che ce l’hai dentro e non riesci a spiegarla. Credo di aver capito il vero sentimento, pochi giorni fa scrissi ‘di Lazio ci si ammala inguaribilmente’ ma perché è talmente forte l’emozione che provi nel giocare nella squadra per cui tifi che penso sia l’emozione più grande della tua carriera. Se penso a come tutto è partito, io piccolina e papà allo stadio insieme in mezzo a quella gente che ora ci batte le mani. È una cosa che auguro a tutti, non si spiega. Quando raggiungi questo, penso sia il massimo che puoi raggiungere nella carriera”.
“L’Olimpico? L’ho sognato tante volte. È stato uno dei miei sogni ‘irrealizzabili’ (che ho) realizzato. Un’emozione simile l’ho provata all’esordio di mio fratello in Serie A con la Lazio: vederlo lì al centro di un progetto e di una squadra che è la stessa per cui tifi. Un senso di orgoglio e di stima nei suoi confronti. Quando sono entrata in campo, non nego che qualche lacrima sia scesa. La cosa più bella è stata vedere passato, presente e futuro. Il passato perché la Lazio ha una storia gloriosa e inimitabile, presente con la squadra attuale e tanti giovani che aspirano a indossare quella maglia e noi il mondo femminile. Ringrazio il presidente per questo. Credo che queste occasioni vengano date se si meritano, ma soprattutto perché è un movimento in crescita. Noi e loro eravamo una cosa sola”.
“Altri sogni da realizzare in futuro? Il primo è quello di giocare in Serie A con la Lazio, che ancora non mi è capitato di farlo. Il secondo è quello di giocare in Nazionale. Già una volta ho dovuto saltare il mondiale Under 17 a causa di ben due infortuni al legamento crociato. Poi ci sono anche tanti progetti da realizzare con la mia famiglia. Spero di riuscire a realizzarli tutti”.


