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Caos Uefa, Boban si dimette e attacca Ceferin

 

Zvonimir Boban, ex “Head of Football” presso l’UEFA, ha annunciato le sue dimissioni irrevocabili dall’organizzazione, citando disaccordi significativi con il presidente Aleksander Ceferin su vari temi cruciali. La sua decisione di non accettare alcuna buonuscita enfatizza la serietà della sua posizione.

Il cuore della controversia riguarda la proposta di modificare gli Statuti dell’UEFA relativi ai termini presidenziali. Boban e altri vedono questo cambiamento come incompatibile con i valori fondamentali dell’UEFA. Sotto la guida di Ceferin, che fu eletto nel settembre 2016, furono introdotti limiti di tre mandati presidenziali.

Tuttavia, una revisione proposta potrebbe permettere a Ceferin di candidarsi nuovamente, una mossa che Boban considera un passo indietro dal punto di vista etico e di governance.

Questa la nota dell’ex Milan: “Ho parlato e discusso con il presidente dell’UEFA riguardo ad un problema nato durante l’ultimo meeting dell’Esecutivo ad Amburgo – esordisce nella lettera -. Si tratta di una proposta al Congresso di febbraio prossimo, per modificare lo statuto dell’UEFA e consentire allo stesso Presidente di potersi candidare nuovamente dopo questo mandato che doveva essere il suo ultimo.

Dopo aver manifestato la mia più grande preoccupazione e il mio totale dissenso, il Presidente mi ha risposto che per lui non c’è nessun problema legale né tantomeno etico morale – e che avrebbe perseguito senza alcun dubbio la propria aspirazione. Paradossalmente nel 2017 è stato proprio Ceferin a proporre e avviare un pacchetto di riforme che negavano chiaramente tale possibilità: regole che dovevano proteggere l’Uefa e il calcio europeo dalla “bad governance” che è stata per anni il “modus operandi “di tutto il vecchio sistema. È stata una cosa straordinaria per il calcio e anche per Ceferin stesso.

Questo distacco da quei valori cancellando le riforme più importanti e sorprendente ed è incomprensibile, soprattutto in questo momento. Capisco bene che nulla è ideale, tantomeno Io, e so bene che bisogna accettare la logica del compromesso, ma di fronte a questo fatto, se lo accettassi, andrei contro i principi e i valori comuni in cui credo fermamente. E non faccio il fenomeno, perché di certo non sono l’unico a pensarla così. In questi tre anni il rapporto e la collaborazione con Aleksander e con tutti i colleghi in Uefa è stata ottima.

Li ringrazio per questo augurando loro tutto il bene possibile. Dispiace tanto ma, a malincuore, lascio Uefa”.

Boban ha anche espresso preoccupazioni riguardo all’allungamento dei termini per i membri dell’Esecutivo dell’UEFA, che consentirebbe loro di essere rieletti dopo aver compiuto 70 anni.

Questa proposta è vista da Boban come un allontanamento dalle riforme volte a proteggere l’UEFA dalla cattiva gestione, un principio che Ceferin aveva precedentemente sostenuto.

Il contesto più ampio di questa situazione include le implicazioni della sentenza della Corte UE che autorizza i privati a creare tornei come la Superlega, potenzialmente in conflitto con la Champions League. Questo aspetto aggiunge un ulteriore livello di complessità alle sfide future che l’UEFA dovrà affrontare.

La separazione di Boban dall’UEFA non è un evento isolato nella sua carriera; precedentemente, aveva lasciato un ruolo di spicco nella FIFA ed era stato licenziato dal Milan dopo aver criticato il CEO Ivan Gazidis e il fondo Elliott.

La risposta dell’UEFA alle dimissioni di Boban è stata relativamente contenuta, con un breve comunicato che ringrazia Boban per il suo impegno e gli augura buona fortuna per il futuro. Questo tono di riserva riflette la tensione e la complessità delle questioni in gioco.

Il Congresso dell’UEFA di Parigi, previsto per l’8 febbraio, avrà il compito di votare sulle modifiche proposte allo Statuto. Mentre è probabile che la modifica venga approvata, l’estensione dell’opposizione a questa decisione sarà un indicatore significativo del livello di dissenso all’interno dell’organizzazione.

 

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