Sarri attacca il campo dello stadio Olimpico, Sport e Salute (la società del Mef che lo gestisce) si difende. Il tema cruciale – scrive oggi Repubblica – è l’iper stress a cui è sottoposto il manto erboso: Da Roma-Salernitana del 20 agosto l’impianto ha ospitato 30 partite compresa Italia-Macedonia, ovvero una ogni 4,9 giorni. Nell’intero 2023, invece, contando Roma-Barcellona della Champions femminile e le 3 partite dell’Italia di rugby nel 6 Nazioni, gli incontri sono stati 61: una media di una gara ogni 6 giorni.
Da anni Sarri se la prende con il campo. “Non mi vengono aggettivi, è un terreno ingiocabile. È dipinto, manca l’erba in molti punti. Tutte le squadre che vengono a giocare qui, da 1 a 5, danno come valutazione 0. Qui il pallone è un’entità viva che va per i cavoli suoi”, ha detto ieri.
“Sport e Salute, la controllata del Mef che gestisce l’Olimpico, non ha risposto pubblicamente e ufficialmente alla Lazio e al Lecce. Da ciò che si apprende – si legge su Repubblica – la posizione è sostanzialmente invariata rispetto al passato: secondo la società guidata dal presidente Marco Mezzaroma, cognato di Lotito, e dall’ad Diego Nepi Molineris, le condizioni del campo non sono come vengono descritte dal tecnico biancoceleste. Tanto che i parametri del Pitch Quality Program dell’Uefa vengono sempre rispettati. Inoltre le recenti analisi eseguite da un istituto terzo e indipendente per monitorare l’andamento confermano che il terreno di gioco sia in crescente salute. Gli vengono assegnate 4 stelle (su 5) con un punteggio di 86 su 100: nei test effettuati la qualità del manto erboso raggiunge una valutazione di 65 su 75, la giocabilità 49 su 60 mentre la fisicità dell’erba 20 su 20. E non c’è mai stata una bocciatura unanime dai capitani, dall’arbitro e dal regista televisivo nei famosi voti al campo (voti fino a 3)”.


