Dopo il gol a tempo quasi scaduto al Celtic Park qualcuno lo aveva detto: può essere il punto di svolta della stagione. Ancora non sappiamo dire se sia davvero cosƬ, però un primo tempo come quello di oggi non si vedeva dallāanno scorso. In particolare la prima mezzora ĆØ stata da lustrarsi gli occhi: due gol, un miracolo di Musso su tiro di Casale da tre metri e una traversa di Guendouzi.
Tutto ciò contro una squadra forte come lāAtalanta, giĆ proiettata nelle zone alte della classifica dietro alle milanesi. Allāottavo anno di gestione Gasp, la Dea ha un gioco rodatissimo basato sulle sovrapposizioni sulle fasce dei āquintiā che anche oggi sono state micidiali, e che per poco non ci hanno costretto allāennesima delusione di una stagione ancora acerba ma giĆ problematica.
Invece no, a occhio e croce qualcosa ĆØ cambiato dopo Glasgow, altrimenti una partita cosƬ non lāavremmo vinta. La paura di cadere che, come accaduto troppo spesso questāanno, ci ha paralizzato le gambe e annebbiato la testa, alla fine ha lasciato il posto alla voglia di volare. E in definitiva più che in virtù delle trame āgiochisteā di Sarri ci siamo riusciti grazie alla postura volitiva dei singoli, con una zampata di uno degli alfieri del comandante, quel Matias Vecino che si sta rivelando sempre più decisivo. Non avrĆ la classe cristallina di Milinkovic-Savic, però la sua stazza imponente e la foga agonistica anche oggi ci hanno permesso di venire a capo di una gara che a quel punto sembrava davvero destinata al pareggio.
Menzione speciale per il Taty Castellanos che oltre a segnare il 2-0 con un movimento perfetto da vero centravanti di rapina, ha fornito lāassist di testa per la rete definitiva. Ma più in generale il centravanti argentino si ĆØ fatto apprezzare per il suo gioco di sponda e per la presenza fisica con la quale ha fatto reparto da solo.
Ottima anche la prestazione di Rovella, che ha fatto un filtro spaventoso davanti alla difesa con una grinta e una applicazione tattica che hanno ricordato il miglior Leiva, declinando in maniera muscolare e tatticamente ineccepibile il ruolo di play. Ciò nondimeno la difesa è apparsa purtroppo ancora troppo perforabile, in un modo così eclatante che si stenta a credere che sia composta dagli stessi uomini che nello scorso campionato ci permisero di arrivare secondi.
Dopo i tre punti di stasera, però, davvero viene voglia di pensare solo al lato positivo: seconda vittoria consecutiva, un carattere finalmente decisivo, il sensibile miglioramento dei nuovi acquisti e soprattutto la prima mezzora sarriana Docg. Tre punti che ci sollevano dal possibile baratro e ci proiettano in una parte di classifica più consona alle attese, consapevoli che con ogni probabilità il peggio è passato.
Bentornata Lazio, continua cosƬ.



Ciao Alessio, si sostanzialmente sono d’accordo con te. La panchina lunga consente, con il passare del tempo e con il rodaggio dei nuovi, a capovolgere le partite: se entra pedro al posto di Zac o Kamada al posto di Guendozi la musica cambia, eccome. Hai la stessa tecnica unita alla freschezza. Scritto questo tuttavia dal 25′ la ns spinta si ĆØ esaurita e abbiamo consentito all’Atalanta di pareggiare. La difesa dorme: non mi sono piaciuti nĆØ MaruÅiÄ ne Hjsay. Ultima cosa: speriamo Immobile possa recuperare presto poichĆØ le sirene arabe hanno cominciato il loro richiamo (milionario) suadente.
Caro Fabrix la difesa ĆØ scarsa. Lo scorso anno ce lo dobbiamo scordare. Marcare a zona gente come Leao, Koopmainers, Chiesa ecc con Hysaj, Marusic, Pellegrini ĆØ un suicidio. E il centrocampo a tre richiede oltre a senso tattico molta ma molta garra. Lazzari ĆØ l’unico veloce ma ĆØ alto come un fantino. Oggi loro sulle palle alte facevano quello che volevano. E non hanno certo Haaland o Santillana al centro. Urge intervenire sul mercato e prendere due terzini degni di questo nome.