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Lazio, Sarri: “Il nostro pubblico posso solo ringraziarlo”

Maurizio Sarri dopo la vittoria contro il Milan ha parlato in conferenza stampa all’Olimpico.

Vittoria senza storia quella della Lazio sul Milan. Sarri, dopo il 4-0 maturato sul campo, in conferenza stampa all’Olimpico ha commentato così la prestazione dei suoi uomini:

“La partita di stasera è conseguenza della disponibilità di tutti i giocatori di mettersi a disposizione per il collettivo. Se vogliamo continuità dobbiamo avere equilibrio. Fra cinque giorni c’è una partita difficile e stasera non ci garantisce di vincere la prossima. Dobbiamo mantenere lo spirito e l’adrenalina. Questo ci è sempre mancato per fare il salto di qualità. Quest’anno abbiamo fatto più punti negli scontri diretti, ma poi ne abbiamo lasciati tanti in maniera stupida. Se vogliamo diventare forti, dobbiamo limare ulteriormente i nostri difetti.

Questa sera mi ha dato gusto vedere bene tutte le uscite da dietro provate in questi giorni. Ma credo dia soddisfazione anche ai giocatori stessi. Io stasera ringrazio anche il pubblico, anche per averci fatto sentire in casa a Reggio Emilia.

Al momento ci sono squadre che hanno una gran varietà di giocatori offensivi, che gli permettono di cambiare a partita in corso. Difficile farlo cambiano un difensore. Quelle hanno qualcosa più di noi sotto quel punto di vista. Ma noi dobbiamo prima di tutto pensare ai nostri difetti: non possiamo regalare punti come fatto in certe situazioni.

Io credo che i mental coach non servano a nulla. Io sennò che cazzo ci sto a fare?! I blackout non succedono solo a noi, nessuno è sempre al 100%.

Io la differeneza tra giochista e risultatista non riesco a capirla. Si può vincere giocando male? Forse una partita, ma non sempre. Se uno vince sempre giocando in certi modi, significa che ha una squadra con certe caratteristiche. Penso che noi dobbiamo lavorare per idee e lasciare ai giocatori le sensazioni della partita. Negli ultimi giorni ho visto gente che voleva mettersi al servizio della squadra e raramente mi è capitato in oltre 20 che faccio questo mestiere. E se siamo tutti a disposizione il gruppo ripaga.

Secondo me è importante avere uno zoccolo duro di italiani per creare gruppo. All’estero hanno approcci diversi. Hanno un’impatto con la nostra mentalità che impiega mesi per adattarsi. Per questo è importante che ci siano giocatori che aiutino da subito a capire come approcciare a questo ambiente.

Uno scarso te lo inventi difficilmente in altri ruoli. Io nella necessità sono stato fortunato sia a Napoli (con Mertens, ndr) sia alla Lazio (Felipe Anderson, ndr). Io ho il 5% di merito per incoscienza. Ai giocatori l’altro 95%.

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