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Lazio, Romero: “Non ho ancora fatto nulla. Qui mi sento amato”

Luka Romero è intervenuto a Lazio Style Radio nel giorno dei suoi diciotto anni:

“Oggi facciamo due allenamenti, poi torno a Mallorca per un po’ di riposo in famiglia. Colgo l’occasione per fare gli auguri a mio fratello gemello Tobias. Con Pedro mi trovo bene, siamo in camera insieme e prima delle gare non dormo, sento un po’ la pressione. Il gol col Monza lo dedico alla mia famiglia. Papà ha smesso di giocare tre anni fa per accompagnarmi in Italia. Quando sono arrivato, non conoscevo la lingua ed è stato un po’ difficile, fortunatamente mi hanno accolto bene ed è stato importante, mi sono sentito come a Mallorca. Io penso che se hai la possibilità di giocare devi farti trovare pronto, se non pensi che stia per arrivare il tuo momento, non ti alleni bene. Io dopo gli allenamenti tornavo a casa e andavo a correre, ho sempre fame e questo me lo ha trasmesso papà. Non sapevo di giocare titolare domenica, mi ero preparato ma quando ho saputo di giocare un po’ d’ansia l’ho sentita, soprattutto per il tipo di gara. Abbiamo iniziato bene, dobbiamo continuare così perché stiamo bene ed è ancora lunga. Sarri? Non parlo molto con lui, principalmente lo ascolto durante gli allenamenti. Mi da tanti consigli e sono contento. In gruppo siamo una famiglia, ci vogliamo bene. Seguirò il Mondiale. Sarà difficile dire chi vincerà, tante squadre sono forti, l’Argentina è campione d’America e ha un gruppo molto forte con cui ho vissuto alcuni bei momenti. La squadra, anche l’Under 20, è molto forte come la prima squadra, ad esempio Soulè, Carboni… Sono forti. Argentini ex Lazio? Vivevo coi video di Veron. Qua in Italia mi piace molto la pasta, in Spagna adoro il prosciutto. Sento la carica della gente, quando entro in campo lo noto, li ringrazio perché si comportano così dal primo giorno in cui sono arrivato. Mi fermano per strada anche per autografi. In squadra siamo tutti molto forti, non pensavo ci fossero calciatori meno forti. Non ho ancora fatto nulla, sto crescendo ed è importante, sono tranquillo e voglio sfruttare ogni minuto che Sarri mi vuole dare. Papà era centrocampista, io attaccante, poi abbiamo un portiere in famiglia. Mamma era l’addetta al filmare le partite mentre noi giocavamo (ride ndr). Quando ho visto Messi sono rimasto senza parole. Mi sono vergognato di chiedergli la foto quando ero al Mallorca. Ora ci riposiamo, ho un prof con cui mi terrò comunque in forma. L’obiettivo della squadra è quello di stare sempre sul pezzo, lavorare partita per partita e provare a vincerle tutte.”

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