Sarri, troppi alibi alla squadra: la mentalità si costruisce anche fuori dal campo

La sconfitta con il Feyenoord – e la retrocessione in Conference League – lascia una macchia importante nel cammino europeo biancoceleste.

La Lazio – da anni – è in netta difficoltà nelle competizioni europee (tolto l’anno della Champions League) e su diciassette trasferte solo in due occasioni la rosa biancoceleste è riuscita a tornare nella Capitale con i tre punti. Un discorso di mentalità, personalità – anche perché questa squadra ha già dimostrato di saper giocare a calcio – con giocatori che nel campionato di Serie A sembrano a proprio agio, mentre in Europa League perdono completamente il senso dell’orientamento.

Uscire in un girone modesto come ha fatto la Lazio non è ammissibile, per una squadra che vuole raggiungere traguardi importanti come la Champions League. In questo momento – sperando che giocatori, allenatore e società inizino a remare in modo differente – la dimensioni e della Lazio è quella della Conference League. Una “punizione” che deve servire da lezione a tutto l’ambiente (squadra compresa) per evitare figure – come quella in Danimarca- viste in questa stagione.

Se in campo l’arrivo di Sarri ha portato linfa nuova e un evidente cambio di marcia, parlando di tattica e gioco, lo stesso non si può dire fuori dal rettangolo di verde. Troppi alibi cercati dal tecnico – in certi casi più che giusti, come alcuni torti arbitrali ricevuti – creano una sorte di barriera protettiva intorno a questi ragazzi, che di certo non brillano in mentalità e personalità. Le famose frasi: “La Lazio non può competere per due competizioni” (in questo caso la società dovrebbe iniziare a fare il suo), oppure “l’arbitro ha penalizzato la gara” o ancora: “La Uefa non ci aiuta” rappresentano una sorta di boomerang all’interno dello spogliatoio, che invece di reagire alle brutte figure o alle avversità si “coccola” sulla sindrome dell’accerchiamento.

Si vince in 22, si perde in 22 e qualche volta sarebbe opportuno sentire frasi diverse dopo una sconfitta, anche, e soprattutto, per il bene dei calciatori, perché la mentalità vincente si costruisce non solo portando a Roma giocatori di personalità, ma anche mettendo gli attuali componenti della rosa davanti alle loro responsabilità.

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3 anni fa

#sarriout

DajeSSL1900
DajeSSL1900
3 anni fa

Quindi se quelli dellà vincono la Conference, cortei, cori, gente che dice che è più importate dell’EL o della Coppa delle Coppe, etc.; se noi andiamo a giocare in Conference, è “una punizione”. Ohibò, ma che doppio standard. Poche ca**ate, vinciamo la “coppa più importante dell’universo” e facciamo scoppiare il fegato ai giallozozzi!!!

ANTONIO
ANTONIO
3 anni fa
Reply to  DajeSSL1900

Non vinceremo questa manifestazione perché non hanno interesse a farlo. Ricorda che l’anno prossimo SMS può svincolarsi e l’unico modo per provare a tenerlo è andare in Champions. Ovviamente ciò è quasi improponibile. Situazione molto negativa peggiorata dal fatto che per Sarri Luis Alberto non esiste. Immagina questa Lazio senza SMS e Luis. Centrocampo Vecino, Cataldi e Basic. Roba da matti. SARRISMO….peggio mi sento.

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3 anni fa

Ma se ha dato sempre la sensazione di esagerare nei confronti dei giocatori…..non capisco questo articolo🤦

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3 anni fa

Certo poi lo fa’ qualcun altro invece lo si definisce motivatore

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3 anni fa

Le parole stanno a zero.
BASTA
Avete solo un risultato domenica per non farvi massacrare dai tifosi.!!!!!!

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3 anni fa

Squadra molle mentre loro avevano fame ti aggretivano interrottamente x 90 minuti

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3 anni fa

Brutto articolo, non me lo aspettavo. È veramente ingiusto a mio avviso criticare un tecnico che quando c’è da rimproverare la squadra non si è mai tirato indietro.

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3 anni fa

Protegge il gruppo dagli scempi della società .Voi ancora non l avete capito.Sta cercando di tenere a galla la baracca.Già sapeva che questa squadra più di questo non può fare.Sveglia

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3 anni fa

Non cambierà mai la mentalità della Lazio mai,mai,mai

ANTONIO
ANTONIO
3 anni fa

Bei discorsi ma non mi convincete. Da quando è arrivato questo pallone gonfiato di allenatore tutti cercano di trovare colpevoli in ogni dove ma mai in lui. Luis Alberto estromesso dalla squadra di chi è la colpa? Vecino voluto a tutti i costi ormai ai margini di chi è la colpa? Formazioni assurde senza capo né coda le faccio io? Il più grande alibi dato alla Lazio lo date voi giornalisti ed ha un nome: Maurizio Sarri. Sarrismo ovvero io la passo a te che la passi a me che la passo a lui che la passa a te e dopo mezz’ora siamo sempre lì. Al punto che se prendi un gol nel secondo tempo esci di testa perché sai che non hai il tempo materiale per segnare. Levatevi le fette di salame dagli occhi.

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