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Lazio, Sarri: “Quest’anno il mio avvocato penso che avrà parecchio da fare. Fare bene in Europa? Per crescere è fondamentale”

Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa a Formello alla vigilia del match di Europa League contro il Feyenoord.

Vigilia di Europa League in casa Lazio. I biancocelesti vogliono cominciare col piede giusto il girone F e domani avranno subito un test importante contro il Feyenoord. Miste Sarri ha presentato così l’impegno in conferenza stampa:

Non dobbiamo pensare al lungo periodo, ma al breve. Dobbiamo passare il turno senza passare dai play-off, perché sennò avremo un turno in più contro quelle che scenderanno dalla Champions. Domani sarà una partita importantissima e di grande difficoltà. Domani è probabile che cambieremo qualche uomo ma io non ho nessun interesse, né necessità, di fare turnover per mettere in mostra qualcuno, ho invece la necessità di farlo perché mi serve fare qualche ricambio.

Cancellieri ha fatto quasi sempre l’esterno e noi lo usiamo anche in quel ruolo, ma in allenamento lo facciamo provare anche da attaccante. Ha gamba, ha accelerazioni forti. Se riesce a calarsi nel ruolo può far bene anche da punta. Nel calcio spesso ci sono giocatori con una maturazione più lenta di altri. Cataldi forse è tra questi. Lui gioca in un ruolo molto particolare, dove se non fai 30-40 partite consecutive è difficile starci in maniera giusta. Secondo me adesso ha l’età e la maturità giusta. Deve lavorare ancora al livello atletico e mentale per restare sul pezzo tutti i 90 minuti. Vecino può fare il play, ma è un ruolo che richiede grande esperienza. Chiaro che in certi momenti possono servire certe caratteristiche, ma al momento lui è una carta di riserva a partita in corso per quel ruolo. In altri ruoli invece sarà sempre preso in considerazione in primo piano“.

Sulle polemiche con gli arbitri e i possibili provvedimenti contro di lui da parte della FIGC Sarri ha tagliato corto:

Quello che è successo in queste partite lo hanno visto tutti e io ho l’obbligo di difendere la mia squadra, i miei giocatori e tutti i tifosi. Ci sarà lavoro per il mio avvocato e credo ce ne sarà parecchio quest’anno.

Il mister ha poi sottolineato l’importanza di fare bene in Europa per crescere:

Il Feyenoord non è la tipica squadra nord-europea. Hanno un centravanti forte tecnicamente e tanti trequartisti di ottimo livello. Anche in questa stagione è ripartita benissimo. L’anno scorso abbiamo fatto un buon girone, che era difficile e si è deciso all’ultima partita che purtroppo non abbiamo vinto. Ma non avevamo fatto male. Anche contro il Porto avevamo fatto due prestazioni di buon livello. Ora non possiamo prediligere una competizione o un’altra, forse lo faremo a marzo, se saremo ancora in ballo per tutto. Adesso dobbiamo solo pensare a fare bene in tutte le partite. Noi l’anno scorso abbiamo pagato dal punto di vista mentale, più che quello fisico i tre impegni. Quest’anno è ancora peggio l’Europa League perché facciamo 4 partite in un mese invece che 2 e si riduce ancora la possibilità di giocare il lunedì. La manifestazione è in questo senso molto più faticosa. Però non è che possiamo darci degli alibi. Alla fine le condizioni ideali ci sono solo in poche partite. Nella maggior parte dei casi c’è sempre un qualcosa con cui fare i conti. Noi dobbiamo concentrarci sul far bene in qualsiasi tipo di condizione. 

Dal punto di vista fisico contro il Napoli abbiamo fatto una buona prestazione. Ma ad un certo punto si è creata una problematica di distanze e avevamo un baricentro troppo basso, con corse troppo lunghe e dispendiose. Abbiamo dato la sensazione di andare in gestione della partita e invece non era il caso. Io non sono preoccupato però. Ad oggi i dati che mi arrivano sulle prestazioni fisiche della squadra sono ottimi, tra i migliori in Serie A. Anche l’anno scorso eravamo quelli che correvano di più. Ora stiamo migliorando ancora. Ma le gambe sono a disposizione del cervello. Se stai bene mentalmente viene tutto di conseguenza e noi, rispetto all’anno scorso, dobbiamo migliorare proprio l’aspetto mentale.

In Europa nulla è scontato. Siamo ancora nella mentalità che le italiane possano valere tanto in Europa, ma invece abbiamo visto che non è così. A mio avviso per la crescita di una società, di una squadra, fare bene in Europa è sempre fondamentale“.

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