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Lazio, Muriqi: “Per sempre grato a Tare. Bruges? Le visite erano andate bene…”

Il Pirata ha ripercorso in un’intervista a SuperSport le ultime vicende di mercato che lo hanno riguardato

Vedat Muriqi torna a parlare del suo trasferimento al Mallorca. Lo ha fatto in un’intervista a SuperSport, dove ha parlato anche del trasferimento al Bruges saltato dopo le visite mediche:

“Da gennaio mi sono adattato rapidamente. Fortunatamente siamo rimasti nella Liga ed è stata una bella ricompensa per me che il Maiorca abbia chiesto di comprarmi. Ho 4 anni di contratto. I tifosi se segni e dai tutto per il club ti adorano. Spero di continuare in questo modo. Io sono fatto così: se sento la fiducia, do tutto per ripagarla. Mi sto divertendo molto con i tifosi e i miei compagni di squadra. Quando esco in città, sono sempre ben accolto. Bruges? La verità è che è stata una mossa del club per ridurre il prezzo e questo non è assolutamente professionale. Non ho ricevuto alcun benvenuto quando sono arrivato e il giorno delle visite c’era solo il medico del club a fare gli esami. Una volta finite mi hanno detto che non ero riuscito a superare gli esami medici. Ho pensato di avere problemi cardiaci, ma i test fisici hanno detto di no. Poi mi hanno chiesto in prestito, perché in questo modo si poteva ridurre il prezzo del cartellino, ma quello che è successo mi ha buttato giù e ho parlato con i dirigenti della Lazio. Sarò sempre grato a Igli Tare, mi ha sostenuto sin dal primo giorno, e, dopo che gli ho raccontato la storia, mi ha aiutato e mi ha detto che i dirigenti della Lazio avrebbero parlato con quelli del Bruges. Dopo quello che è successo in Belgio, il direttore del Maiorca mi ha detto che mi voleva con loro, senza nemmeno chiedermi quali fossero i problemi fisici registrati dal Bruges. È un motivo di orgoglio che io sia l’acquisto più costoso di Maiorca, superando anche Eto’o. Tutti sanno chi è Eto’o. Se mi piace essere chiamato il “Pirata del Mediterraneo”? Sì! Al Fenerbahce mi chiamavano “Cannibale”, mentre alla Lazio Igli Tare mi chiamava “Pirata”. Mi piace!”

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