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Lazio, ecco la nuova spina dorsale della squadra: Romagnoli, Milinkovic e Immobile. Tre nomi così altisonanti mancavano dal 2000….

Di Michele Massari

Per ogni squadra è vitale avere in ogni singolo reparto un calciatore che spicchi più degli altri per qualità tecniche e personalità, che vadano a formare la sua spina dorsale. In questo modo, tutti i loro compagni possono vederli come esempi da seguire per migliorare loro stessi e per migliorarsi nel collettivo, al fine di raggiungere livelli sempre più alti. Nel caso della Lazio, per l’attacco e il centrocampo, ci sono già, da tanti anni, 2 giocatori del calibro di Ciro Immobile e Sergej Milinkovic-Savic. Sebbene in difesa non se la sia mai passata male, aveva bisogno di trovare un calciatore che accentrasse su di sé tutte le attenzioni per i motivi descritti prima. Ora è arrivato e si chiama Alessio Romagnoli.

ROMAGNOLI – Il difensore mancino, nato ad Anzio, è reduce da una lunga esperienza con la maglia del Milan, con la quale ha appena vinto uno scudetto con la fascia da capitano al braccio. Tra l’altro, nonostante sia cresciuto nel settore giovanile della Roma (per un periodo è stato anche in prima squadra), non ha mai avuto timore di nascondere la sua fede laziale, anche quando era al Milan. Questo fa di Romagnoli un concentrato di talento e carisma che i suoi compagni biancocelesti del reparto arretrato vedranno di buon occhio e che seguiranno come se fosse un allenatore in campo.

MILINKOVIC – Il Sergente del centrocampo della Lazio è alla sua ottava stagione in biancoceleste ed è diventato, in questi anni, il grande desiderio dei club di mezz’Europa. Nonostante ciò, la tenacia del presidente Lotito ha permesso ai tifosi biancocelesti di potersi godere da vicino le prestazioni del centrocampista serbo. Questo è stato possibile anche perché Milinkovic non ha mai manifestato esplicitamente la volontà di scucirsi dalla maglia l’aquila sul petto. Quindi la sua grande professionalità lo ha portato anche a costruirsi una personalità tale da essere un trascinatore per i suoi compagni di reparto e dell’intera squadra, soprattutto nei momenti di difficoltà.

IMMOBILE – Tra la Lazio e il bomber di Torre Annunziata è stato (ed è tutt’ora) amore a prima vista. Sin dal primo momento sono stati l’uno la fortuna dell’altro. Da una parte Ciro Immobile ha scoperto ed espresso tutte le sue potenzialità, che ha sempre avuto ma che non aveva mai realizzato prima di approdare nella Lazio. Dall’altra parte, i tifosi laziali hanno potuto ammirare un centravanti capace di superare nei numeri un mito come Silvio Piola, il più grande attaccante italiano di sempre (che ha militato nella Lazio per ben 9 stagioni, mentre Ciro è alla sua settima stagione). Della serie: calciatori così grandi ne nascono in media 1 ogni 100 anni. Allora c’era Silvio, ora c’è Ciro. Una rarità del genere non può passare inosservata agli occhi di nessuno, né dei tifosi, né dei colleghi in campo.

L’ULTIMA VOLTA CHE… – Confidando nel buon mercato che sta conducendo la società biancoceleste, Alessio, Sergej e Ciro rappresentano l’anima di ciascun reparto della Lazio. Nomi così illustri, da valorizzare ancora di più grazie alla sapiente guida tecnica di Maurizio Sarri, non se ne vedevano da tantissimo tempo. L’ultima volta che la squadra biancoceleste ha avuto una spina dorsale così forte era durante la stagione 2000-2001, quando militavano tutti insieme calciatori del calibro di Alessandro Nesta, Pavel Nedved e Hernan Crespo. Allora quella Lazio lì usciva da un ciclo di vittorie memorabile e metteva paura a tutte le squadre d’Europa e del mondo. Probabilmente è un’epoca d’oro che non si potrà ripetere, ma Romagnoli, Milinkovic ed Immobile possono rievocare dolci ricordi e belle speranze nei cuori dei tifosi biancocelesti, se avranno la fortuna e l’occasione di poterli ammirare da vicino per diverse stagioni.

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