I voti e i giudizi del direttore Giulio Cardone sui protagonisti della stagione della Lazio. Questo il pagellone del Comandante.
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Sarri 7,5Al Comandante metto lo stesso voto che merita il campionato della Lazio, mentre quello della stagione dev’essere necessariamente inferiore perchĆ© i risultati nelle Coppe non sono stati all’altezza delle aspettative. In Serie A però l’obiettivo di conquistare il posto in Europa per il sesto anno di fila ĆØ stato centrato e per questo grandi meriti vanno riconosciuti al tecnico toscano (e al suo staff di spessore). Ha rivoluzionato mentalitĆ e metodi tattici di una squadra formata da giocatori abituati a cose totalmente diverse con Inzaghi, normale che all’inizio la Lazio abbia fatto fatica. Molti giocatori non lo seguivano o lo facevano sbuffando. Ć stato bravo, il mister, a dare la svolta con quel famoso pranzo dei Parioli, momento simbolicamente chiave della stagione: da quel giorno, il feeling con la squadra ĆØ migliorato ā anche grazie al lavoro di Immobile, vero capitano sempre al fianco di Sarri ā e la Lazio ĆØ riuscita a decollare. Ha migliorato giocatori come Patric e Lazzari, Cataldi, Felipe Anderson e lo stesso Milinkovic, ha rispettato la promessa fatta a Immobile (āCon me segnerai tantissimoā), ha gestito il controverso rapporto con Luis Alberto e ha portato la squadra al quinto posto. Non ho condiviso le scelte iniziali, con Reina preferito a Strakosha, Hysaj a Lazzari, Basic a Luis Alberto e Radu non considerato, ma ĆØ stato bravo a correggersi in corsa. Tra gli errori, secondo me, Raul Moro davanti a Luka Romero nelle rotazioni e la gestione di Cabral, che avrebbe potuto rendersi utile come esterno e non solo da vice Immobile. In generale, però, il primo anno di Sarri alla Lazio ĆØ stato decisamente positivo. E gli applausi dell’Olimpico alla fine della gara con il Verona certificano che un’altra missione ĆØ stata compiuta: il Comandante ha conquistato i tifosi della Lazio, cosa molto più complicata che arrivare davanti alla Roma. |




Io non sono mai stato fan di Inzaghi, tant’ĆØ che ho goduto come un riccio all’ultima di campionato.
Però per onestĆ intellettuale devo anche riconoscere che Sarri arrivò nell’entusiasmo quasi generalizzato (non quello delle “vedove” di Inzaghi nĆØ il mio, che volevo arrivasse Mihajlovic); e “il salto di qualitĆ ”, e le “ondate di Sarrismo”, e bla-bla-bla.
Alla fine della fiera, io non ho visto dei netti miglioramenti rispetto a Inzaghi, quindi delle due l’una: o Inzaghi era un fuoriclasse, o Sarri non lo ĆØ (e personalmente propendo per la seconda: ha vinto allenando Rube e Chelsea, mica l’Avellino, neh). Mi si dirĆ che nel frattempo le squadre erano cambiate, che giocatori importanti se n’erano andati e altri nel frattempo erano invecchiati. Va bene, d’accordo. Ma sono arrivati anche altri giocatori validi (Pedro, Zaccagni, a mezzo servizio pure FA,…) e si sono inseriti in rosa giovani promettenti. Che però non hanno giocato con Sarri come non giocavano con Inzaghi. Il gioco poi, a mi modesto parere, ĆØ diventato moooolto più noioso. Abbiamo perso partite in maniera sanguinosa. Con tutto ciò, benissimo, siamo arrivati sopra ai giallozozzi, d’accordo. Ma da qui a dare un voto cosƬ alto al primo anno sarriano, per me ce ne corre. Al massimo un 6 striminzito per aver fatto il compitino.
Grande direttore numero 1 una bellissima disamina….ti stimo
Caro Giulio Cardone concordo su quasi tutto, specialmente sulla chiosa finale: ha conquistato anche me che ero uno dei suoi critici più feroci ad inizio stagione.
Per me Ć© da 6.5-7 la sua stagione nel complesso. Gli avrei dato 8 se il āPatto dei Parioliā fosse arrivato prima della ācena di Nataleā.
Ma evidentemente doveva ātogliersi la sete col prosciuttoā, come si dice in gergo, riguardo alla questione societaria: scottandosi col mercato totalmente assente a Gennaio, anzi direi largamente provocatorio nei suoi riguardi; Cabral āche ora in tanti pensano possa essere una risorsaā ne Ć© lāemblema (ovviamente suo malgrado).
Capitolo Europa e partite infrasettimanali: in parte comprensibile visti i ranghi ridotti e la necessitĆ di allenare molto sul campo una squadra appena presa, da un altro lato deprimente perchĆ© io ho avuto lāimpressione (e spero di sbagliarmi) che Sarri ad un certo punto abbia āacchittatoā lāuscita dallāEL a mezzo di una squadra che scendeva dalla Champions (la battuta āsperiamo di pescare il Barcellonaā era un pò una Pulcinellata secondo me).
Quella partita Lazio-Galatasaray ālo so sono ripetitivo su questa cosaā doveva essere giocata diversamente e si sarebbe potuto vincerla, per quanto mi riguarda ha segnato āassieme alle pessime imbarcate di Verona, Bologna, Napoli e derby di ritornoā uno dei punti più bassi.
Si Ć© visto poi quali squadre sono arrivate alla finale di Europa League, due compagini con cui la Lazio avrebbe potuto tranquillamente giocarsela.
Venendo alle note positive: nelle ultime uscite ho visto una squadra giocare un calcio simile a quello di compagini ben più importanti e di livello europeo (Manchester City & co.), il che mi fa veramente molto piacere e mi ha definitivamente convinto sulla bontà delle idee di Sarri.
Spero però il bel gioco porti anche a dei risultati concreti: a vedere le finali delle coppe europee di questāanno, compagini che hanno giocato col ācatenaccioā alla fine hanno avuto ragione di quelle che invece hanno espresso il gioco migliore. Segnale da tenere presente.