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Giulio Cardone

Genoa – Lazio, le Cardopagelle: Thomas polso di ferro. Ciro, dedicato al ct

Genoa – Lazio, i voti e le pagelle dei biancocelesti a cura del direttore Giulio Cardone

Strakosha 7,5

Polso di Ferro decisivo come contro il Sassuolo: di nuovo, una parata formidabile sullo 0-0. Col polso di ferro, proprio, sulla testata di Ostigard. C’è una porticina che si è aperta per farlo restare, facciamolo diventare un portone.

Lazzari 7,5

Speedy Gonzalez si conferma in forma super e confeziona anche l’assist per Ciro: si riparta da lui e Marusic come terzini, punto. Le priorità sono altre, sul mercato.

Patric 6,5

Al di là dello sfortunato autogol, giusto che Sarri insista per il rinnovo del suo contratto.

Acerbi 6+

Rischia il rigore su Piccoli, Leone, ma gli va bene. Mi piace sempre la determinazione con cui gioca (a parte quel derby), anche se con la “difesa di reparto” che pretende Sarri non si trova a suo agio.

 Marusic 7,5

Per me può giocare benissimo anche a sinistra e lo sta dimostrando da tempo. Gran primo tempo, impreziosito da un gol bellissimo e importante perché sblocca la partita. Nella ripresa qualche disimpegno superficiale e si fa superare con troppa facilità nell’occasione che porterà all’autogol di Patric, ma sono davvero sfumature. Complimenti, Adam

Milinkovic 7

Un po’ troppo lezioso, ma sempre dominante a centrocampo. L’intesa con Lazzari e Anderson è una delle attrazioni di Sarrilandia.

Lucas Leiva 6

Rispetto alla sfida col Sassuolo, qualche sofferenza di troppo: da un suo fallo nasce, sullo 0-0, una punizione da posizione pericolosissima, per fortuna non sfruttato. E l’ammonizione ne condiziona il rendimento. Però Mezzasquadra sa sempre dove stare e come aiutare i compagni.

Luis Alberto 7

Il voto è essenzialmente per l’assist a Ciro che è anche un messaggio a Mancini: caro ct, hai capito come andava servito Immobile?

Felipe Anderson 7

Il suo voto invece riguarda tutta la partita, di nuovo ben giocata in entrambe le fasi, anche se meriterebbe un “meno” per quel passaggio sbagliato a Lazzari sul 4-1: c’era Ciro liberissimo, pronto per il quarto gol personale. Il dettaglio non incide sul giudizio globale: bravissimo, Pipe.

Immobile 10

Il re del gol risponde alla sua maniera a chi ha fatto finta di rimuovere i numeri mostruosi solo per rompergli le scatole: è a 179 reti in Serie A e la storia continua. Grazie sempre, Ciruzzo.

Zaccagni 6,5

Meno incisivo di altre volte, ma la sua applicazione in fase difensiva è esemplare. Deve ritrovare il gol, che stavolta sfiora con un bel destro a giro deviato da Sirigu: sarebbe corner, invece Manganiello – l’arbitro che gli fece saltare il derby con la famosa ammonizione per simulazione col Venezia – non glielo concede. Ma che gli hai fatto, Mattia, a questo qui?

Sarri 8

Dopo quel derby, il Comandante aveva pensato alle dimissioni: era troppo arrabbiato per la figuraccia. Ai suoi ha chiesto di fargli dimenticare quel brutto pensiero, per fortuna durato poco, a suon di prestazioni e gol: la risposta che ha ricevuto, contro Sassuolo e Genoa, è stata convincente. Ma lui insiste: non vuole cali di tensione da qui alla fine del campionato. E nemmeno noi.

Cataldi 6

Una ruleta da 8, un passaggio sbagliato (letale poi per il gol del Genoa) da 4: però Danilo quando entra lo fa con l’atteggiamento giusto e la personalità che serve..

Basic s.v.

Hysaj s.v

Pedro 7

Da un suo recupero – furbizia, reattività, intelligenza – nasce il gol del 4-1: ha l’umiltà di adattarsi alla panchina senza fiatare, nonostante il curriculum da brividi. E quando entra fa cose decisive, appunto.

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