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Lazio – Porto, #Diamoinumeri: resta l’amarezza, ma ora sotto col quarto posto

Anche i numeri dicono che l’eliminazione della Lazio contro il Porto è immeritata. Ora l’amarezza sia carburante per la corsa Champions.

Di Daniele Caroleo

Una buonissima Lazio, piuttosto sfortunata sotto porta, pareggia per 2 a 2 allo Stadio Olimpico contro il Porto di Sergio Conceicao e viene comunque eliminata dall’Europa League.

L’autore del primo gol biancoceleste, quello del momentaneo vantaggio, è stato, neanche a dirlo, il solito Ciro Immobile, giunto alla sua 24esima rete stagionale. Ma soprattutto, il gol di giovedì sera consente all’attaccante di Torre Annunziata di infrangere un altro primato, l’ennesimo con la maglia con l’aquila sul petto. Come ricordato puntualmente da OPTA, infatti, nessun giocatore nella storia della Lazio ha segnato più gol di Re Ciro nelle competizioni UEFA (escluse le qualificazioni): 20, proprio come l’ex allenatore biancoceleste Simone Inzaghi. Per quanto riguarda le competizioni internazionali complessive, invece, davanti ad Immobile risulta esserci solo Giorgio Chinaglia a quota 27 reti con la maglia del club capitolino.

Resta comunque l’amarezza per l’eliminazione dalla competizione, ma, statistiche alla mano, è interessante notare come la Lazio abbia comunque giocato alla pari contro un avversario certamente più quotato, mettendo in notevole difficoltà la formazione portoghese. I tiri totali, ad esempio, protendono verso la compagine biancoceleste (18 a 16 il computo finale), con la squadra romana che ha anche colpito un palo, clamoroso, sul finire del secondo tempo, e si è vista negare più volte la rete, anche in maniera fortuita.

La precisione dei passaggi della squadra di Maurizio Sarri è risultata, come ormai di consueto, piuttosto accurata, attestandosi all’87%, (433 passaggi riusciti sui 497 complessivamente tentati), mentre il possesso palla si è sostanzialmente equivalso (48% per la Lazio, 52% per il Porto), con la formazione biancoceleste che è sembrata particolarmente propensa al pressing nei confronti degli avversari, tanto da arrivare a ben 57 palloni recuperati nel corso del match.

Assente Zaccagni (quello che, anche a detta dei numeri delle ultime prestazioni, risulta essere l’uomo più in forma dei biancocelesti), si è certamente messo in luce Felipe Anderson (almeno 4 i tunnel ai danni dei calciatori avversari), mentre per quanto riguarda Luis Alberto, c’è da dire che solo la sfortuna (e magari un pizzico di precisione in più) gli ha negato la gioia del gol (una rete che, evidentemente, avrebbe potuto anche sovvertire l’esito della qualificazione).

Alla Lazio ora non resta, quindi, che tuffarsi completamente nel campionato di Serie A, inseguendo l’Europa (conquistata ininterrottamente da 5 anni a questa parte, con 4 qualificazioni in Europa League ed una in Champions League): un risultato pienamente alla portata, vista l’attuale posizione in classifica ed i punti conquistati in campionato fino ad ora (quando mancano 12 giornate alla fine del torneo, di cui ben 8 da giocare allo Stadio Olimpico, la Lazio è attualmente al 6° posto, con 43 punti, ad appena 4 lunghezze dal 4° posto, occupato dalla Juventus).

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