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Lazio, diamo i numeri: tanta palla, pochi tiri. E senza Immobile…

La produzione offensiva della Lazio è troppo bassa rispetto ai dati sul possesso palla. Contro la Lokomotiv serve invertire il trend.

Di Daniele Caroleo

La sconfitta contro la Juventus in campionato, soprattutto per come si è sviluppata, ha lasciato, oggettivamente, un po’ di amaro in bocca e ha fatto maturare anche alcuni dubbi e riflessioni di carattere puramente tecnico, per lo più confermati ulteriormente dai dati statistici a nostra disposizione. Innanzitutto appare lampante come il ruolo di Ciro Immobile sia quanto meno fondamentale per il gioco della Lazio, visto che senza l’attaccante di Torre Annunziata, dal 2016/2017 (la sua prima stagione in biancoceleste), la squadra ha raccolto, in campionato, solo 4 vittorie e 3 pareggi a fronte di ben 8 sconfitte (se consideriamo, poi, anche i match di Coppa Italia ed Europa League il dato si incrementa ulteriormente, con 13 sconfitte e 6 pareggi, a fronte delle sole 8 vittorie capitoline). Senza contare che in questa stagione la Lazio ha perso in tutte e 2 le partite giocate senza Ciro (contro il Bologna e, appunto, contro la Juventus).

L’altro dato piuttosto preoccupante, poi, oltre a quello dei gol subiti (21 fino ad ora, la peggiore difesa delle prime 8 in classifica, l’11esima retroguardia dell’attuale Serie A per numero di reti a sfavore), riguarda la produzione offensiva della compagine biancoceleste. A fronte di un possesso di palla certamente preponderante (la Lazio è prima in Serie A in questa speciale classifica, con una media di 30’17, così come in quella dei chilometri percorsi in queste prime 13 giornate, con una media di 112,674, secondo quanto riportato dalla Lega Calcio), la Lazio, infatti, si ritrova addirittura al 14esimo posto per tiri nella porta avversaria (151 in totale, nonostante, questo bisogna evidenziarlo, sia il 6° miglior attacco della Serie A, con 25 reti segnate). E questo particolare limite negli ultimi 10-15 metri di campo si è notato tantissimo anche in occasione della sfida contro la Juventus, durante la quale sono stati effettuati solo 8 tiri complessivi (1 solo nello specchio della porta avversaria), nonostante un possesso di palla del 58%. Un dato aggiuntivo che dovrebbe (e potrebbe) far riflettere ulteriormente in merito, ad esempio, è che la squadra di Serie A che in questo momento passa più tempo nella metà campo avversaria risulta essere l’Atalanta, con una media di 14’18 (mentre è di 14’05 la media relativa al possesso palla nella propria metà campo, con un differenza sostanziale di ben 13 secondi): la Lazio, che come detto guida la graduatoria relativa alla media del possesso palla in generale, resta nella propria metà campo per ben 17’18 e gioca nella metà campo avversaria appena 12’59 (una differenza, in negativo, di oltre 4 minuti). E’ innegabile che qualcosa debba essere rivisto, non tanto nelle idee di gioco, ma soprattutto nell’applicazione da parte degli interpreti schierati sul campo.

Interpreti che giovedì sera si troveranno ad affrontare il 5° impegno europeo di questa stagione, giocando in quel di Mosca, contro la Lokomotiv. La Lazio, ovviamente, è chiamata a vincere se vuole strappare il pass per la fase ad eliminazione diretta dell’Europa League. Ma di fronte si troverà un avversario che, matematicamente, potrebbe essere ancora in piena corsa per il secondo posto nel Gruppo E (o comunque per la terza piazza, che gli garantirebbe il passaggio alla Conference League). I precedenti sono più che positivi per la compagine biancoceleste (in 3 incontri tra le 2 squadre la Lazio ha ottenuto 2 pareggi, nella semifinale di Coppa delle Coppe del 1999, poi vinta dal club capitolino, ed una vittoria, nel match di andata di questo girone), così come le statistiche relative alle sfide contro le formazioni russe (in 7 partite fino ad ora disputate ci sono state 3 vittorie e 4 pareggi per la Lazio). La Lokomotiv, per altro, ha vinto solo una delle 6 partite giocate in casa contro un club italiano (4 sconfitte ed un solo pareggio) ed ha perso la più recente contro la Juventus allenata, a suo tempo, proprio da Maurizio Sarri (fase a gironi della Champions League 2019/2020). Tuttavia, la Lazio ha perso 10 delle ultime 13 trasferte in Europa League (comprese 7 delle ultime 9 della fase a gironi della competizione) e solo il recente pareggio in casa del Marsiglia ha interrotto una striscia di 5 sconfitte di fila in questa fase del torneo.

In sostanza, quindi, viste anche le difficoltà tecniche riscontrate a causa dei dettami del nuovo allenatore evidentemente ancora da assimilare del tutto, quella in Russia non sarà certamente una partita facile. E se si vogliono portare a casa i 3 punti, l’avversario di turno non può (e non deve) essere assolutamente sottovalutato.

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