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Lazio, il “sarrismo” c’è e inizia a vedersi

Lazio, dopo tre amichevoli sono chiari i segnali del nuovo tecnico

La Lazio negli ultimi mesi ha vissuto alti e bassi: a partire dalla vicenda Inzaghi, passando per la questione Salernitana, fino alla luce: Maurizio Sarri. L’arrivo del tecnico ha azzerato la delusione mista rabbia lasciata da Simone Inzaghi, evitando ai tifosi la dura decisione di doversi schierare se col tecnico o con la società. L’entusiasmo ha coperto tutto l’ambiente biancoceleste, il comandante ha conquistato tutti in pochissimo tempo, già nei giorni antecedenti all’accordo tra le parti la tifoseria era pronta a sposare a pieno la causa.

Da due settimane Sarri è a lavoro ad Auronzo per imporre il proprio diktat; all’appello mancano ancora i campioni d’Europa Acerbi e Immobile e il campione del Sud America Joaquin Correa. Alla rosa vecchia si sono aggiunti Hysaj, Kamenovic, Felipe Anderson ed il talentino Luka Romero, giocatori funzionali al progetto e già in palla con le nuove indicazioni tattiche.

Nelle tre amichevoli disputate fin qui, tutte vinte, si sono iniziati a vedere i primi frutti del lavoro di queste settimane: pressing alto, giro pallo veloce, gioco sulle fasce, imbucate, immediato recupero palla. Quello che però risalta subito all’occhio è la mentalità. I giocatori sanno sempre cosa fare e dove posizionarsi in campo; Sarri li guida a bacchetta, come con le marionette: fa salire la linea difensiva, allarga le ali, spinge i centrocampisti e comanda il centravanti. Ieri sera significativo è stato l’atteggiamento del tecnico all’80’, quando in vantaggio per 5-0 ha ripreso tutti per lo scarso impegno, conseguenza: due gol presi nei minuti finali che lo hanno fatto imbestialire.

Il “sarrismo” c’è e si vede, in vista dell’inizio della prossima stagione, e del completamento della rosa, i segnali sono più che positivi. La tifoseria segue fiduciosa gli allenamenti e i test, alzando la temperatura con cori e striscioni, a dimostrare la piena vicinanza alla squadra e al tecnico.

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