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Giulio Cardone

Juventus – Lazio, le Cardopagelle: il Tucu contro tutti, male Reina

Juventus – Lazio, i giudizi con i voti del direttore Giulio Cardone

Reina 5

Pepe caro, nel gioco con i piedi sei il migliore di tutti, ma quando tirano sul tuo palo, devi parare. Quello di Rabiot è un siluro, favorito dal fatto che la palla si è leggermente alzata prima del tiro (quindi il francese ha potuto colpirla di collo pieno, dando più forza alla conclusione), ma era comunque il tuo palo e dovevi esserci. Stesso discorso per il 2-1 di Morata. Con il Crotone non è assurdo pensare al rilancio di Strakosha, che con i piedi è peggio di Pepe ma tra i pali è più forte.

Marusic 6

Aveva di fronte un indemoniato Chiesa, lo ha affrontato giocando in un ruolo non suo, da terzino. Secondo me se la cava, ma se per voi è da 5.5 non mi offendo

Hoedt 5

Rischia un rigore con un colpetto di braccio, concede troppo spazio a Morata che ha tempo di controllare, girarsi, prendere un aperitivo e poi servire serenamente Rabiot (gol dell’1-0), mentre lui, l’olandesone in tilt, assiste da lontanissimo. Poi non riesce a chiudere in tempo sullo stesso Morata per il 2-1, ma sapevo e ho detto ovunque che la velocità dello spagnolo contro la sua lentezza sarebbe stato un fattore devastante pro-Juve. In più, la presenza al centro di Hoedt mi sta depotenziando il Leone, costretto a giocare a sinistra.

Acerbi 5,5

Lo rivoglio al centro, assolutamente. A sinistra va spesso in confusione, tra l’istinto che lo porta sempre avanti e le coperture a quel punto affannose. Mister, fagli fare il suo mestiere, per favore: in quel ruolo, è il migliore d’Italia.

Lulic 5,5

Arranca contro Bernardeschi, era prevedibile. A volte se la cava col mestiere, la condizione però resta precaria.

Milinkovic 5,5

La bella punizione, il destro insidioso ma lento, la traversa colpita con un colpo di testa, ma per il resto non una partita da gigante qual è. E provoca ingenuamente il rigore. Interpretando il linguaggio del corpo, temo anche un affaticamento muscolare

Leiva 6,5

All’improvviso, una partita non proprio da Mezzasquadra ma convincente in entrambe le fasi. La sostituzione – letale – non l’ho capita. Secondo me poteva e doveva restare in campo almeno 70’.

Luis Alberto 5,5

Ormai prende palla troppo in basso, così si dedica meno alle rifiniture. E infatti gli riesce solo quella per il colpo di testa di Milinkovic. Sotto tono.

Fares 6

Mi ha sorpreso per intraprendenza, gamba, aggressività. Due ottime iniziative concluse con tiri interessanti. Anche un cross sbagliato e qualche imprecisione, ma nel complesso merita di essere considerato la prima alternativa a Marusic, se il montenegrino sarà di nuovo spostato in quel ruolo.

Correa 7,5

Il Tucu contro tutti: è il senso di questa partita. Devastante in progressione e finalmente concreto, segna il gol dell’illusione, il suo sesto nella stagione (terzo in campionato). Vivace e pericoloso anche nella ripresa. Bravo Inzaghi a insistere su di lui, nonostante il flop di Bologna: io per esempio avrei schierato Caicedo, sbagliando.

Immobile 5

Solo un tiro, parato facilmente. Momento nero per Ciro, che mercoledì ritroverà il sorriso ritirando – finalmente – la Scarpa d’oro in Campidoglio. Speriamo lo aiuti a ritrovarsi, la Lazio ha bisogno del suo grande goleador.

Escalante 5

Si fa anticipare goffamente da Chiesa nell’azione più importante della partita. Il resto conta zero.

Patric 5

La passa sempre a quelli in bianconero. Nonostante Inzaghi finalmente lo schieri nella posizione di quinto di destra, più adatta a lui, sbaglia praticamente tutto. Compreso il passaggio lento di testa – ma le responsabilità di Escalante sono più gravi – che lancia il contropiede spaccapartita: Chiesa e Morata hanno ringraziato e infierito.

Inzaghi 5

Tornare in Champions ormai è una chimera. Terza sconfitta consecutiva, la seconda in campionato e squadra incapace di reagire agli episodi negativi: deve riflettere e lavorare su questo, il mister. Incomprensibile, ribadisco, la sostituzione di Leiva nel momento cruciale della partita. Aveva definito “decisiva” questa gara, il fatto che l’abbia persa è un segnale di allarme rosso.

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