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Parolo: “Non mi piace stare fuori. Ciro devastante, Klose uomo squadra”

Parolo, centrocampista naturale ma difensore adattato negli ultimi tempi, ha parlato al gruppo ‘SciabolaTalk’ del nuovo social ClubHouse

Il primo argomento analizzato da Marco Parolo è l’aspetto social del calcio:

“I social e internet hanno cambiato il calcio. Quando giocavo in C c’erano due articoli sui quotidiani e basta. Ora potenzialmente ci sono 1000 siti che danno le notizie e i giovani, soprattutto quelli promettenti, rischiano di venire travolti da tutto questo. Per me il fantacalcio è un tasto dolente. Spesso mi fermano chiedendomi gol e assist. Al mare è un continuo di gente che ti blocca dicendoti che ha fatto follie per me e che devo fare gol. I miei compagni stranieri lo odiano. Quando arrivano in Italia vengono tartassati sui social e, non conoscendolo, all’inizio restano spiazzati. Io il migliore negli inserimenti? Sono contento, anche perché io dico sempre che più ci provi e sicuro ci riesci. Cioè se fai 100 inserimenti e magari tiri dieci volte è probabile che due volte trovi il gol. Queste cose nel calcio possono fare la differenza”.

Alla Lazio, Parolo ha giocato sia con Klose che con Immobile:

“Sono due grandi giocatori, due super attaccanti che fanno e hanno fatto tanti gol. Miro giocava di più per la squadra, Ciro invece è devastante davanti alla porta. Quando il portiere para o tira fuori, per noi è quasi assurdo che non faccia gol. Diciamo ma come è possibile?””.

Parolo ha 35 anni: quale sarà il suo futuro?

“Non mi piace stare in panchina, non credo che un professionista ami stare a guardare i compagni. Se il fisico me lo permette, vorrei andare avanti e spostare l’asticella: se sto bene penso di poter giocare ancora. Altri due o tre anni? Penso proprio di sì. Devo essere in equilibrio anche con la famiglia e la squadra, perché è importante anche tutto quello che circonda il calcio: se tutto gira nel verso giusto posso ancora dare tanto. Una volta che smetterò? Chi ha giocato deve restare nel calcio, non so in che ruolo ma restare per aiutare i più giovani. Sono talmente concentrato sulla stagione e sulla squadra. Il calcio ti leva tanto per la famiglia. È uno sport di sacrificio. A me piace anche evadere e divertirmi, ma ogni cosa che fai sai che poi dovrai rimetterti in riga. Dall’alimentazione alla vita sana, chi gioca a calcio deve impegnarsi su tutti i fronti”.

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