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Giulio Cardone

Atalanta – Lazio, le Cardopagelle: Sergej enorme, Musacchio bel debutto

Atalanta – Lazio, le pagelle biancocelesti a cura del direttore Giulio Cardone

Reina 7,5

Inappuntabile tra i pali, francamente eccezionale con i piedi. Passaggi lunghi, corti, rasoterra, alti, medi, di destro, di sinistro: sempre la scelta migliore, sempre. Che roba, ragazzi. E quanto si diverte nel dopopartita! Grande Pepe, grandissimo.

Patric 6

In una giornata così, il ragazzo spagnolo non merita l’insufficienza per un’ammonizione che gli costerà la squalifica: e comunque ci stava bloccare la ripartenza di Zapata, peccato venialissimo.

Acerbi 7,5

Non tocca l’8 solo perché Muriel con una magia gli va via e provoca l’1-2. Ma il resto è la perfezione fatta Difensore. Con la d maiuscola. Nei contrasti, le letture, i disimpegni. Concentrazione esemplare, sempre. Standing ovation.

Radu 8

La sua migliore partita dell’anno. Non sbaglia un’uscita, una copertura, un raddoppio, niente. Prova da incorniciare del veterano, bravo Stefan!

Lazzari 7

Una scheggia impazzita sulla fascia destra, imprendibile. E vogliamo parlare della sportività? Tutti, ma dico tutti, in quell’azione avrebbero aspettato la sentenza del Var: lui indica subito che no, non è rigore. D’altronde Guido De Angelis da tempo ripete che ha la faccia da chierichetto, eh eh.

Milinkovic 8,5

Mamma mia che partita Sergej, che partita. Un quasi gol su punizione, il palo di testa con un inserimento dei suoi, il piatto divino – la tecnica, l’intuizione – a lanciare Pereira per il 3-1: prima, durante e dopo, una serie di giocate meravigliose per tecnica e intelligenza. Supereroe.

Leiva 7,5

Eccolo lì, Mezzasquadra: quando conta, sale sul podio e dirige l’orchestra. Tutti lo seguono ammirati. Sempre in anticipo, capisce prima le azioni dei rivali e si piazza dove deve. Professore, grazie.

Luis Alberto 7

Tunnel con suola al povero Maehle, poi quella danza pazzesca tra tre atalantini storditi, da cui nasce il palo di Milinkovic: ha vinto il duello con Ilicic, e non era scontato. Bentornato, Toque.

Marusic 8

È l’uomo spaccapartita e cambiastoria (visto che a Bergamo non si passava dal 2016), con quel destro alla Del Piero che fa capire subito chi avrebbe vinto. Ma oltre alla prodezza, una partita perfetta come il derby. Solo con quel gol in più, e non è poco. Bellissimo l’abbraccio col maestro Lulic. Una soddisfazione, per chi ha sempre creduto in lui (eheh), vedere Caterpillar esprimersi a questi livelli, con questa concentrazione, anche in fase difensiva.

Correa 8

Lo stop di un’eleganza poetica, il dribbling spaccacuore su Gollini, il colpo di biliardo in buca col sinistro. Vorremmo vederne cento, di azioni così, da uno come il Tucu. L’intesa con Immobile, suo uomo-assist di riferimento, è qualcosa di speciale. Ragazzo, certe emozioni possono servire perfino a dimenticare Desirée. Perché ricordati: quando dai tutto e ci fai vincere come oggi, l’amore dei laziali può compensare perfino il dolore di una storia finita (vabbè, magari esagero, ma mi hai fatto felice oh…).

Immobile 7,5

Certi assist sono così importanti che possono dare più soddisfazione del gol. Quello – di testa! – di Ciro l’Implacabile per il Tucu appartiene a questa categoria. Ha giocato per la squadra tutta la partita, il nostro capitano, con la solita generosità. E quel passaggio-luce per Milinkovic, che colpirà il palo, è la dedica a chi si ostinava a sottovalutarne la capacità di leggere – intuire – le situazioni che si creano in campo. Cari criticoni a oltranza, fatevene una ragione: Ciro è un campione completo.

Musacchio 7

Sembra da una vita nella Lazio. E invece è la prima partita con la Biancoceleste. Solido, concentrato, attento. Due-tre errorini ini ini nel contesto di un esordio convincente. Diciamolo piano, perché è presto: ma potrebbe rappresentare proprio il tassello che mancava.

Akpa Akpro 6,5

Un po’ di confusione da parte del ragazzo francoivoriano, ma ha fatto quello che gli ha chiesto Inzaghi: correre a perdifiato e contrastare a metà campo. Arriva tardi sul tap-in di Pasalic, in quel caso però era stato molto bravo Muriel.

Muriqi 7,5

Si fa trovare dove un centravanti deve, al momento giusto: la spinge in porta per il secondo gol consecutivo, poi viene travolto dall’abbraccio dei compagni felici. Hanno capito che questa montagna venuta dal Kosovo è uno che fa la guerra per loro, quando c’è bisogno.

Escalante 6,5

Entra sempre con la testa e la concentrazione giusta, succede così anche stavolta: applausi.

Pereira 7,5

Uno scatto micidiale e la cosa giusta da fare: il passaggio semplice, di sinistro, per Muriqi a porta vuota. Un’azione semplice e perfetta che chiude la partita, salvandoci da un finale da incubo (non lo meritavamo!): bravo Inzaghi a utilizzarlo, facendolo sentire parte del gruppo, bravissimo lui a sfruttare al volo l’occasione.

Inzaghi 9

La voglia di rivincita su quel simpaticone di Gasperini non gli annebbia le idee, anzi: piano partita, scelte e cambi da grande allenatore. Una lezione di calcio all’Atalanta, davvero. Ha creato un gruppo di granito e una squadra bella e solida. Al solito, finisce senza voce, ma l’espressione sul volto al fischio finale dice tutto: è una delle vittorie che gli hanno dato più soddisfazione. Goditela, Simone! E grazie.

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