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Le #Cardopagelle di Lazio-Inter: Patric confortante, bentornato Sergente. Ciro mancherà tanto

Cardopagelle

Un pareggio sofferto all’Olimpico per una Lazio falcidiata dagli infortuni. Ecco le Cardopagelle di oggi per i ragazzi di Inzaghi.

Strakosha 5

Quel tiro ravvicinato di Lautaro, l’anno scorso lo avrebbe parato. Adesso tra i pali sembra meno reattivo, spero sia una sensazione sbagliata. Bene nella ripresa, comunque.

Patric 6.5

Spiazzato da un rimpallo che favorisce Lautaro sul gol dell’Inter, reagisce con una prova confortante in entrambe le fasi. Furbo, anche, quando provoca l’espulsione di Sensi: decisivo in positivo, stavolta.

Acerbi 6.5

Sul gol viene fulminato da quel serpente di Lautaro, poi non sbaglia più nulla e inventa il cross del pareggio di Milinkovic. Leone vero, al solito.

Radu sv

Ha voluto rischiare, è andata male: flessore ko

Bastos 6

Se la cava nel duello tutto muscoli con Lukaku, poi si fa male anche lui. Domani probabilmente verrà ceduto, dimostra grande professionalità.

Parolo 7

La sorpresa della giornata. Entra nella ripresa, si piazza al centro della difesa e la governa con autorità. Esperimento che si può riproporre: se con lui in quella posizione non hanno segnato personaggini come Lukaku, Lautaro e Sanchez…

Lazzari 6.5

Sempre pericoloso quando sprinta sulla fascia, al solito ci fa arrabbiare perché sbaglia una scelta clamorosa a inizio partita: tanti biancocelesti pronti a ricevere il suo assist in area e lui passa a un difensore dell’Inter. Vabbè. Poi però dimostra di meritare la nazionale con una prestazione di grande continuità. Vivace, presente, reattivo.

Milinkovic 8

Quando vede l’Inter, si scatena. E segna. Gol identico a quello che regalò alla Lazio la vittoria del Meazza due anni fa in campionato: stacco perentorio sul secondo palo e Handanovic battuto. Da quel momento domina, prima invece aveva sofferto Gagliardini. Bentornato, Sergente.

Leiva 7

Aumenta il minutaggio, arrivato addirittura a 80 minuti, e aumenta la qualità delle prestazioni di Mezzasquadra. Una delle note più confortanti della partita: mentre gli altri si fanno male, lui torna a comandare. Grande Lucas, grande.

Luis Alberto 6

Nel primo tempo solo un buon tiro di sinistro, nella ripresa – dopo il gol – più dentro la partita ma due volte col destro potrebbe fare molto, molto meglio. Lo aspettiamo, ha bisogno di una giocata decisiva per tornare il Toque immarcabile che conosciamo.

Marusic 6

Argina senza troppi problemi il temutissimo Hakimi. Solo che si arrende all’ennesimo infortunio: niente di grave, sembra.

Fares 6

Come tutti quelli a corto di preparazione, alterna buone giocate a errori banali. Ma fa una diagonale salva risultato sull’1-1: bene così, Momo. Ora deve sfruttare la sosta per mettere benzina nelle gambe: è in ritardo, si vede.

Correa 6

Spreca una buona occasione di testa, ma il suo è un lavoro prezioso per l’intera partita, anche quando –dopo l’espulsione di Immobile – diventa l’unica punta. Al solito, dev’essere più determinato in area.

Immobile 5

Devo mettergli l’insufficienza perché, al di là della simulazione di Vidal, non doveva reagire in quel modo nel momento decisivo della partita. E mi aspettavo di più su una palla che (sull’1-1) gli arriva bella filante al limite dell’area: libero da marcature, spara alto. Ma ci mancherà terribilmente dopo la sosta, temo un paio di giornate di squalifica.

Akpa 6

Contributo utile, soprattutto nella fase di recupero del pallone.

Inzaghi 7

Ha saputo creare un gruppo di ferro, che non si arrende alle difficoltà e anzi trova risorse incredibili quando sembra girare tutto storto. E la squadra gioca bene, anche: merito del tecnico. Come l’intuizione di piazzare Parolo in difesa: mossa indovinata.

Guida 3

Al solito, cattivissimo con il concittadino Immobile: sta diventando un classico del campionato italiano. Contro Cagliari e Spal i precedenti più clamorosi. Lacerato da un improvviso senso di colpa, compensa cacciando anche Sensi. Disastroso.

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