Resta in contatto

Oltre la Lazio

Roma, Petrachi sbotta: “La società mi ha abbandonato”

Roma, caos in casa giallorossa: la società prende le distanze da Petrachi

In una lettera all’ANSA, l’ex ds della Roma Gianluca Petrachi ha spiegato le sue ragioni nella diatriba con i giallorossi.

Toni forti quelli di Gianluca Petrachi. In una lettera all’ANSA l’ex ds della Roma non ha lesinato accuse verso la società con cui da tempo è in corso una diatriba da cui è scaturito anche il suo licenziamento. Differenti posizioni che si stanno scontrando da mesi.

Queste le ragioni che il dirigente di origini pugliesi ha voluto esprimere:

Ho tentato di alzare un muro, di mettere uno scudo a difesa del gruppo, mi sono ritrovato solo contro tutti. Sono stato abbandonato da una proprietà troppo distante da Roma, dalla Roma e dai tifosi. Sono stato lasciato solo a combattere. Avevo chiesto a Pallotta di allontanare gli elementi che violavano i segreti dello spogliatoio e del campo, o ancor peggio, che minavano i rapporti interni. Come quando, ad esempio, inventarono addirittura un litigio tra me e Dzeko. Quegli stessi elementi che avrebbero dovuto dimostrare fedeltà alla causa della Roma, rispettando il sacro silenzio dello spogliatoio, e che, invece, hanno preferito rendere pubblico l’esperimento della difesa a tre deciso da Fonseca, oppure l’infortunio di Pellegrini.

E magari secondo qualcuno, avrei dovuto pure evitare di andare nello spogliatoio nell’intervallo del match con il Sassuolo sul 3-0, per spronare i giocatori a non calpestare la stessa loro dignità. Vedere una squadra da me costruita essere umiliata così è stato un colpo al cuore. E se quella sera sono sceso nello spogliatoio l’ho fatto solo ed esclusivamente per la Roma e per i suoi tifosi, soprattutto per quelli che nonostante l’enorme delusione erano lì e non smettevano mai di cantare. Sì, già a gennaio, a fronte anche di un programma di ulteriore ridimensionamento ordinato del presidente Pallotta, ho capito che non sarebbe stato semplice realizzare quel progetto triennale che mi era stato affidato solo pochi mesi prima.

Alla fine mi è stato fatto pagare un conto esagerato, e questo solo per aver difeso la Roma dentro e fuori dal campo, facendo solo gli interessi della squadra. Tuttavia, taluni hanno voluto bocciarmi per i miei limiti nella comunicazione, alcune volte troppo diretta, ma sempre sincera. Quello che posso dire però, è che resterò orgoglioso del lavoro svolto fino ad oggi nella mia carriera e anche nella Roma. Infine, faccio i miei migliori auguri a Dan e Ryan Friedkin e a tutta la nuova proprietà, nella speranza che riescano fin da subito a capire che questa città e questi tifosi hanno bisogno di una grande squadra che possa tornare il più presto possibile alla vittoria. Roma merita questo“.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI BIANCOCELESTI

Il leader carismatico della squadra che regalò ai tifosi il primo scudetto nel 1974

Giorgio Chinaglia

Il simbolo della Lazio. Un gol dopo l'altro, una prodezza dopo l'altra

Giuseppe Signori

Advertisement
Immobile

#CountdownToHistory: Immobile supera Signori al 2° posto all time

Ultimo commento: "Prendere Piola la vedo dura ... "
Lazio, i Miti: Giorgio Chinaglia

Giorgio Chinaglia, il grido di battaglia: rievoca le gesta di Long John

Ultimo commento: "Ho avuto la fortuna di conoscerlo, parlarci per ore ed era prorprio come viene descritto da tutti. Ho ancora la sua maglia originale: quella con il 9,..."

Signori, e segna sempre lui: che ricordi hai di Beppe-gol?

Ultimo commento: "Il suo dito che esce fuori dalla nebbia al derby. Non si vedeva nulla ma la palla era dentro la rete! E segna sempre lui!"
Lazio, Miti: Eugenio Fascetti

Eugenio Fascetti, guida leggendaria: che peso ha per te nella storia della Lazio?

Ultimo commento: "Fascetti una persona indimenticabile, grazie"

Uber Gradella: il portiere che preferì smettere piuttosto che giocare con altri

Ultimo commento: "Uber grande laziale, quando ero bambino mio papà mi raccontava sempre di questo signore ero che per non indossare un altra maglia, preferì..."

Altro da Oltre la Lazio