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Lazio Nuoto, il comune non si arrende: a Ferragosto l’avviso di sfratto.

Nuovo inatteso capitolo della querelle tra Comune di Roma e Lazio Nuoto. A Ferragosto l’avviso di sfratto, ma la società biancoceleste non intende interrompere le proprie atività.

Continua la querelle tra Lazio nuoto e Comune di Roma per la piscina della Garbatella. Il Tar con una recente sentenza, aveva dato ragione ai biancocelesti sull’ormai nota vicenda. Persino l’assessore Frongia aveva riconosciuto il successo della società capitolina. Ma l’amministrazione comunale, in piena estate, con una decisione che appare quantomai forzata, ha di nuovo scompaginato le carte in tavola.

A ridosso di Ferragosto, un avviso di sfratto è piombato come un fulmine a ciel sereno: “A decorrere dal 3 settembre la SS Lazio Nuoto cessa la gestione dell’impianto sportivo di via di Villa Lucina/v.le Giustiniano Imperatore“. Un ordine perentorio, che sa di accanimento. Per questo la società ha già fatto sapere di volersi difendere in tutte le sedi e che non ha assolutamente intenzione di interrompere le attività. Poche settimane fa, i giudici del TAR erano stati chiari: l’amministrazione Raggi aveva “disatteso le regole da essa stessa poste” perché nel nuovo bando di assegnazione non erano stati debitamente tenuti in considerazione i valori storici e sociali che da 34 anni il sodalizio biancoceleste porta avanti in quell’impianto.

La sentenza sembrava inequivocabile, dunque, nell’affermare “l’erronea applicazione di tali regole” da cui “è scaturita l’ammissione alla gara della S.S.D. Maximo s.r.l. che, invece, non poteva parteciparvi, non avendo i requisiti speciali di partecipazione richiesti dal bando a pena di esclusione”. E concludeva che andasse “annullata l’aggiudicazione della gara disposta in favore della SSD Maximo”.

Nonostante ciò, il comune pare aver deciso di ignorare quanto stabilito dai giudici e ha riassegnato la piscina alla stessa società che era stata dichiarata non idonea a partecipare al bando. È, in particolare, il dirigente capitolino Roberto Ziantoni ad aver agito d’ufficio, procedendo alla riapertura della gara e cambiando anche la Commissione Giudicante.

Sembra che la priorità assoluta di Roma Capitale sia quella di cacciare ad ogni costo la Lazio Nuoto dall’impianto della Garbatella, quasi a farne un motivo di vanto personale – spiega Daniele Sterrantino, legale e vicepresidente della Lazio Nuoto – assegnando la struttura a una società che, citando la sentenza, il Tar ha dichiarato essere priva dei requisiti speciali di partecipazione al bando. Inoltre sulla ri-aggiudicazione operata dallo stesso Arch. Ziantoni, pendono ancora abbondantemente i termini di ricorso previsti dalla legge per l’impugnazione avanti al Tar e quindi si instaurerà addirittura un terzo giudizio. Per cui mi sembra quantomeno imprudente la diffida di sfratto operata in queste ore”.

L’ingiustizia è palese. E la Lazio Nuoto non intende tollerare tale illegittima condotta, che ne pregiudica diritti e interessi. L’intento appare addirittura persecutorio e la domanda sul perché il comune stia perseverando in una simile condotta nei confronti di un’entità storica dello sport capitolino sorge spontanea. Anche per questo è stato già dato mandato all’avvocato Francesco Colosimo di valutare eventuali azioni sul profilo penale.

Non cederemo a quella che appare sempre più una persecuzione dell’Amministrazione Raggi – ha dichiarato il Presidente Massimo Moroli –  che vuole azzerare la storia gloriosa dei 120 anni del nostro sodalizio, procurandoci sempre maggiori danni patrimoniali di cui qualcuno dovrà rendere conto. Sappiamo che la ragione è dalla nostra parte e combatteremo con tutte le nostre forze sul piano del diritto, in tutti i gradi di giudizio”.

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