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Lazio Femminile

Lazio Women, Bianchessi: “Faremo di tutto per arrivare in Serie A. Abbiamo appena preso Emma Guidi”

Mauro Bianchessi, responsabile della squadra femminile della Lazio, ha parlato ai microfoni di TMW Radio, intervenendo alla trasmissione ‘Tutto Calcio Femminile’

Ecco le sue dichiarazioni all’emittente radiofonica: “Abbiamo fatto un’annata bella, partendo un po’ in sordina con squadra ed allenatore nuovo, io stesso ero nuovo nel mondo femminile: è stato un crescendo, e siamo arrivati secondi. Quando ci hanno bloccati eravamo avanti 2 punti rispetto alla terza in classifica, e questo algoritmo ha poco di sportivo e di meritocratico: con amarezza voltiamo pagina e ripartiamo da capo, con entusiasmo e rimboccandoci le maniche. Faremo di tutto per arrivare in Serie A”.

Lavorate comunque a grandi colpi, vedi la spagnola Martin.
“La volontà di Lotito è di portare la Lazio femminile in Serie A, il brand europeo è importante ed è giusto che ci sia anche questa parte. Abbiamo creato uno staff con l’allenatore, con la team manager Monica Caprini che è il mio braccio destro. Volevamo un attaccante che desse garanzie e fosse anche d’immagine, facendo crescere le ragazze più giovani e che sia da esempio per le squadre giovanili. Abbiamo dirottato su una campionessa che ha fatto la Champions, speriamo ci porti i gol che ci permettano di vincere la Serie B”.

Come vede lo stato del movimento femminile italiano?
“Sta crescendo, ed è giusto arrivare al professionismo nel 2022. Però dobbiamo cambiare alcune situazioni: il femminile, per sopravvivere, deve avere entrate importanti da diritti tv e sponsorizzazioni, o non farà mai il salto importante. Ad oggi è una tassa da pagare per i presidenti, non esiste mercato e gli introiti sono pochissimi. Alla lunga i mecenati possono stufarsi di mettere soldi, si dovrebbe creare un indotto perché il mercato, che oggi è minimo, cresca, con qualche entrata sugli sponsor per tamponare le spese. Una B femminile costa 300-400mila euro, la Serie A molto di più. Serve creare un brand importante, anche grazie all’abilità dei manager federali”.

Come si sviluppa il mondo femminile nella Capitale?
“Lo scorso anno siamo partiti quasi da zero, creando la Primavera femminile, anche con pochissima fatica, così come U15 e U17 nazionali e poi un sacco di squadre di bambine più piccole. Quest’anno, dalla Primavera alle più giovani, abbiamo cento tesserate e oltre. Il movimento su Roma e nel Lazio è molto sentito, bisogna far sì che il germoglio possa dare i suoi frutti. C’è un’ampia scelta, ed è stato possibile anche per noi fare una selezione: altrimenti non arrivi al 4° posto in classifica al primo campionato Primavera, c’è grande voglia e fermento. La nostra prima squadra avrà anche tre ragazze che lo scorso anno era in Primavera, ed ora entreranno nella rosa principale perché sono molto brave. Con questo mercato che stiamo facendo, gli innesti europei daranno esperienza alle giovani”.

Lotito come vive la Lazio Women?
“Qualche ora fa abbiamo preso anche Emma Guidi, portiere di 24 anni che arriva dalla Roma. Colgo l’occasione per ufficializzarla oggi. Il presidente e la sua famiglia vivono questo nuovo mondo in prima persona. Molte volte lo scorso anno figlio e moglie del presidente, oltre a Lotito stesso, venivano a vedere la crescita coi loro occhi. Pensate che è stato uno dei primi fautori dell’idea di incorporare il mondo femminile ai club maschili di Serie A, di modo da dare la spinta al movimento. Pensate quanta voglia abbia di vedere la squadra in Serie A”.

Appena arrivate in A, vi chiederà lo Scudetto…
“(ride, ndr) Pensiamo intanto alla Serie B, un passo alla volta che in Serie A non ci siamo”.

Come l’avete scelto l’allenatore Sheleman?
“L’abbiamo scelto io e Monica Caprini su una rosa di quattro-cinque nomi. Sa trasmettere il suo carisma nei modi giusti, ed ha un’idea tattica e modalità di allenamento molto simili al maschile: questa è stata la scintilla che ce l’ha fatto scegliere. La sua esperienza nel maschile ci può aiutare nel recuperare un po’ di tempo perso per alcune ragazze che hanno 20 anni e giocano solo da 3-4. Gli arrivi internazionali servono a dare visione a queste ragazze dei modelli da seguire”.

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