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Lazio, le cause della retromarcia e i motivi per crederci ancora

Inzaghi-lukaku

Lazio, domani la trasferta a Lecce per capire se ancora ci sono ambizioni da primo posto: intanto la Champions matematica dista 4 punti

“Nonostante i guai, comunque, la Lazio non si arrende”. Si legge questo su Repubblica.it, che dedica un ampio approfondimento sulla Lazio. Che rispetto al periodo pre Covid sembrerebbe essere un’altra squadra. In primis per i tanti infortuni, che hanno reso indisponibili alcuni elementi chiave, e poi per i tanti gol subiti: da una media di 0.88 a partita (23 in 26 giornate, miglior dato fino a marzo del campionato) agli otto presi in quattro partite (media di 2 ogni 90′).

Ma nessuno vuole mollare, Lotito e Tare lo hanno ribadito alla squadra subito negli spogliatoi dopo la sconfitta di sabato. Sarà fondamentale ripartire a Lecce e sperare che la Juve possa perdere punti contro i rossoneri. In più ci sono degli aspetti positivi, come si legge nel pezzo di Repubblica: “Leiva e Cataldi sono recuperati, Luiz Felipe quasi, l’infortunio alla caviglia di Milinkovic non preoccupa più di tanto e insomma la squadra ha voglia di ripartire”. Un altro motivo è la voglia di Immobile, super motivato per vincere la classifica marcatori e la Scarpa d’Oro (Lewandowski è a +5). E infine il passato può aiutare, perché “a Formello hanno bene a mente un precedente interessante: nell’anno dell’ultimo scudetto, il 2000, a 8 giornate dalla fine i punti di distacco dalla Juve erano 9. E anche questa Lazio è specialista in rimonte….”.

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