Resta in contatto

Pagelle

Torino – Lazio, le Cardopagelle: Parolo capitano coraggioso. Panterone… E ora gioco io?!

Torino – Lazio, ecco le Cardopagelle del nostro direttore Giulio Cardone dopo la partita odierna in casa dei granata, valida per la 29° di campionato

Strakosha 6

Spettatore, stavolta.

​Patric 7

Altra partita da applausi per lo spagnolo: dalla sua parte non è passato nessuno. E ha spinto senza pause. Sempre meglio!

​Acerbi 7

Aveva anche segnato, ma era in fuorigioco. Per il resto, vince il duello con Belotti, che segna solo su rigore. Leone domina Gallo, questo è.

​Radu 7

Coperture puntuali sul secondo palo, spinta incessante in fase offensiva. Difensore puro e terzino di spinta insieme, grande Stefan.

​Lazzari 7

Cross, corse, scatti, ripiegamenti, tutto: imprendibile sulla fascia, ma diligente anche quando c’è da aiutare in difesa e raddoppiare alla fine su Ansaldi e Berenguer.​

​Milinkovic 7.5

Sempre dentro la partita, contribuisce a deciderla con il tiro al volo da cui nasce il gol di Parolo. E quel giochino nel finale, dalle parti del corner, è una delizia per gli esteti (oltre che un sollievo per i nostri cuore sofferenti, visto che ha guadagnato secondi preziosissimi). Grazie, Sergej.

​Parolo 8

Inizia con un errore, si riscatta con una prestazione maiuscola, impreziosita dal gol della vittoria. Capitano vero, capitano coraggioso. Non segnava da un anno (5 maggio 2019), ha scelto l’occasione giusta per tornare a colpire. Standing ovation per il vice Leiva, 35 anni e altri 90 minuti in campo. E attenzione, la condizione cresce.

​Luis Alberto 9

Prestazione sontuosa in ogni zona del campo e da ogni punto di vista. Assist geniale (numero 14 in campionato!) per Ciro, controllo del pallone da professore del calcio, ma anche la voglia di scattare per inseguire palloni impossibili e la capacità di recuperarne di preziosi a centrocampo. Di un altro pianeta, davvero.

​Jony 6.5

Primo tempo da ala con qualche cross insidioso, secondo tempo da vero “quinto”, con due salvataggi super su De Silvestri. Progressi. Di sicuro, la migliore partita da vice-Lulic della sua carriera laziale.

​Caicedo 5.5

Non dovevi farti ammonire, Panterone mio. Adesso contro il Milan in attacco giocheremo io e Renzo “il poeta” Giannantonio. E non la vedo beneeee…

​Immobile 7

Ingenuo sul rigore provocato che gli costa anche l’ammonizione (con il Milan non ci sarà), sprecone quando non trasforma in oro un assist al bacio di Milinkovic nel primo tempo, si riscatta con un gol bellissimo: il diagonale di sinistro è un colpo di biliardo, perfetto perché poteva segnare solo tirando così (peraltro dopo uno stop da manuale). E sono 29 in 29 gare, pazzesco. Come faremo senza di lui, sabato?

​Lukaku 8

Spacca la partita come ai bei tempi. Entra e tratta Ansaldi come Tomba faceva coi paletti nei suoi slalom da leggenda: con uno scatto dei suoi, manda in tilt la difesa del Toro e arriva il gol di Parolo. L’esterno granata, travolto dal Tir Jordan, sembrava De Sciglio, ci siamo capiti…A quel punto Longo pensa bene di spostare Ansaldi dall’altra parte, dove magari respira. Grande, Lukaku, anche in un salvataggio di testa da diligente “quinto” che fa la diagonale difensiva. Ritrovato. Non diciamo “come un nuovo acquisto” perché abbiamo capito che ripeterlo (e illudersi) porta sfiga.

​Correa 6.5

Un po’ timido, si vede che non è al meglio, ma va via con un dribbling con il marchio “Tucu” e Sirigu gli nega il gol. Forza ragazzo, recupera le energie che sabato sarai il falso nueve, magari con Milinkovic trequartista e Cataldi inserito a centrocampo.

​Inzaghi 9

Anche dalla tribuna le urla di Inzaghi scuotono la squadra e la trascinano al successo. La sua partita da squalificato sofferente è uno spettacolo nello spettacolo, come l’esultanza al gol di Parolo. La banda rimonta ancora (e giocando bene, nonostante la stanchezza della terza partita in 6 giorni…), segno di un carattere di ferro: straordinario il lavoro del mister, davvero.

​Massa 4

Per quel cartellino giallo sventolato in faccia a Caicedo, che era diffidato: il fallo dell’ecuadoriano non ha interrotto un’azione pericolosa, e lui invece di sorvolare ha infierito. Pare che il Panterone voglia denunciare Massa per mobbing, visto che è lo stesso arbitro che gli fischiò il famoso rigore inventato per quel contrasto con Pezzella, in Lazio-Fiorentina di due anni ​ che ci costò punti decisivi per la Champions…

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI BIANCOCELESTI

Il leader carismatico della squadra che regalò ai tifosi il primo scudetto nel 1974

Giorgio Chinaglia

Il simbolo della Lazio. Un gol dopo l'altro, una prodezza dopo l'altra

Giuseppe Signori

L'indimenticabile allenatore della Lazio del primo scudetto

Tommaso Maestrelli

Una delle ultime bandiere e simbolo della Lazio

Vincenzo D'Amico

Advertisement

Altro da Pagelle