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Serie A, Spadafora: “La ripresa solo se garantita la sicurezza per tutti”

Serie A, Spadafora: “Via dal 20, Coppa Italia forse prima”

Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora intervenendo questa mattina in Senato è tornato a parlare della ripresa della Serie A

Nuovi aggiornamenti in merito alla ripresa della Serie A da parte del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, nell’intervento di questa mattina in Senato.

“L’emergenza sanitaria ci ha obbligato ad una rimodulazione del nostro ministero. si sono fermate tutte le competizioni sportive e per questo motivo ho mantenuto contatti con tutti gli organismi sportivi.

Ieri ho partecipato ad una giunta straordinaria del CIP e domani del CONI. Che fosse necessario fermarsi lo abbiamo capito anche da alcuni rinvii simbolici, come le olimpiadi o più specificatamente per l’Italia il Giro d’Italia, Internazionali di Tennis ecc. La linea del governo è sempre stata di prudenza e tutela della salute. Le immagini delle persone che sono state portate via sono ancora vivide perché riguardano poche settimane fa. Per questo abbiamo scelto la prudenza per la riapertura del mondo sportivo tutto.

Abbiamo iniziato dall’attività motoria e sportiva per tutti gli italiani ma abbiamo anche ripreso con gli allenamenti individuali per atleti riconosciuti dal CONI di interesse nazionale. Questo è stato necessario perché la comunità scientifica chiedeva di mettere in circolo il minor numero di persone per una riapertura graduale. Lavoriamo per dare risposte a tutto il mondo dello sport e non solo del calcio. Io sono pienamente consapevole dell’importanza sociale che si raccoglie intorno al calcio e sarebbe paradossale come ministro dello sport se non ne riconoscessi l’importanza, anche economica, che questo sport ha per il Paese dal momento che versa al fisco oltre un miliardo di euro all’anno. Tuttavia ho trovato eccessivo l’inasprimento del dibattito relativo al calcio.

Ieri sono arrivate le valutazione del CTS sul protocollo proposto dalla FIGC per la ripresa degli allenamenti. Le valutazioni sono state numerose e ne evidenzierò solo 3: è richiesto che se anche un solo calciatore dovesse risultare positivo, tutta la squadra deve rispettare il periodo di quarantena senza alcun contatto esterno. I medici delle singole società devono assumersi la responsabilità che il protocollo sia rispettato e infine, il CTS richiede attenzione in merito al numero di tamponi richiesti ai calciatori in modo che questi non vadano ad impattare sulle esigenze di tutti i cittadini.

Le valutazioni del CTS verranno prese in considerazioni dalla FIGC al fine di permettere la ripresa degli allenamenti dal 18 adeguando il protocollo alle richieste pervenute. Ovviamente resterà la necessita di definire la ripresa della Serie A. Se il campionato riprenderà, lo farà perché si saranno susseguite azioni e protocolli che permettano la sicurezza di tutte le persone coinvolte in questo mondo. Non era possibile decidere solo per una fretta irresponsabile di chicchessia. Un’incertezza relativa alla ripresa che vive in tutto il mondo. Il Governo ha tenuto una linea coerente e precisa con il tema della salute. Mentre abbiamo visto da parte di molti addetti ai lavori un’evoluzione del pensiero determinata anche dal cambiamento continuo della situazione. Perché se un’operaia si ammala non chiude l’intera azienda mentre un positivo nel calcio costringe alla quarantena l’intera squadra? Perché in un supermercato è possibile il distanziamento, il calcio è uno sport di contatto in cui non è possibile mantenere le distanze. Queste semplici, banali e incontestabili valutazioni rendono necessaria la quarantena di tutta la squadra. Infine noi vogliamo solo evitare di danneggiare il calcio il che significa non voler affrettare la ripresa rischiando di tornare alla situazione pregressa. La ripartenza non può essere solo legata ad una questione economica, seppur importante.”

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