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Coronavirus, Valentini: “Fondamentale portare a termine la stagione”

Coronavirus, Valentini: "Fondamentale portare a termine la stagione"

Antonello Valentini, personalità importante del mondo del calcio italiano, è stato intervistato dalla redazione di CalcioCasteddu.it sul tema Coronavirus

Antonello Valentini, figura importante del mondo del calcio italiano degli ultimi decenni, è intervenuto per il taccuino di CalcioCasteddu.it sulla situazione attuale dovuta alla pandemia da Coronavirus.

L’ex Direttore Generale della FIGC ha criticato la conduzione a livello organizzativo dopo l’insorgenza del Coronavirus. Da evidenziare in primo luogo come sia la Lega Serie A sia il Ministero dello Sport abbiano inizialmente sottovalutato la problematica.

“Non ha giocato alla percezione immediata del rischio e a decisioni più opportune. Atalanta – Valencia, la partita zero per la diffusione dei contagi in quei territori, ha rappresentato una bomba sanitaria.”

Ora, secondo Valentini, la sfida del calcio sarà conciliare tre obiettivi principali. Innanzitutto portare a conclusione i campionati, dalla Serie A alle giovanili, anche se questo vorrà dire giocare in estate. Il secondo obiettivo sarà quello di trovare un’intesa con la UEFA in campo internazionale al fine di poter concludere anche le Coppe e infine conciliare i primi due obiettivi con l’attività delle squadre nazionali, dalla maggior all’Under 15.

“La FIGC sta lavorando bene come mediatore. Ha il dovere di avere almeno tre o quattro piani alternativi in caso di via libera della autorità sanitarie per la ripresa delle attività. Il presidente Gravina si è già esposto a favore della conclusione della stagione. Interessi di bottega, furbate e espedienti ce ne sono stati fin troppi. Bisogna togliersi la maglia della propria squadra per il bene comune.”

Infine, il tema relativo al taglio degli stipendi:

“Il calcio non può ritenersi un mondo a parte e deve sviluppare il senso delle proporzioni. A cominciare dai calciatori e dalle figure di vertice, venga dato un contributo proporzionale alle proprie forze. Il sindacato non ha titolarità per imporre tagli agli stipendi, ma ogni club deve confrontarsi con i propri dipendenti. L’AIC sta dando un senso di marcia.”

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