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Inzaghi, i suoi amici di Piacenza: “Un fenomeno, è speciale e non ha limiti”

Lazio - Verona, Simone Inzaghi

Inzaghi, viaggio tra i segreti del tecnico della Lazio, che insegue il sogno scudetto a -1 punto dalla Juventus capolista in Serie A

La Libertà di Piacenza dedica uno speciale approfondimento a Simone Inzaghi, l’allenatore del momento e loro concittadino. Per andare a capire meglio la persona dietro al tecnico, il quotidiano ha intervistato i suoi tre migliori amici con cui l’ex attaccante ha condiviso la sua infanzia e continua tutt’ora a frequentare nel tempo libero. “Quando possiamo andiamo a vedere le sue partite, che di noi non si dimentica mai” spiegano Corrado, Davide e Marcello. “L’ultima volta ci siamo visti tutti a Parma, noi in tribuna e lui davanti la panchina. Poi siamo tornati tutti insieme a San Nicolò. E Simone su un foglietto ci ha disegnato la tattica con cui ha messo giù i suoi attaccanti per impedire agli avversari di partire da dietro“.

Se qualcuno si stupisce dal rendimento della sua Lazio sbaglia: “Da lui bisogna sempre aspettarsi tutto, non ha limiti. – spiega Marcello – Già da piccolo era un’Enciclopedia: conosceva uno per uno tutti i giocatori, dalla Serie A alla terza. Adesso è sicuramente uno degli allenatori italiani più bravi, con una grossa qualità: non è un integralista alla Zeman, ma si adatta benissimo alle caratteristiche dei suoi giocatori“. Poi Davide aggiunge: “È un vero martello e lo si capisce da come vive le partite in panchina. Ha la capacità di creare un grande rapporto con i giocatori a cui chiede il massimo ma con i quali poi riesce a scherzare e a tenere il morale alto”. Giacomo non ha dubbi: “È speciale, i suoi giocatori lo hanno sempre seguito. Ha una grandissima voglia di emergere”. Ancora insieme: “Adesso si parla tanto di Luis Alberto ma se è diventato uno dei migliori in A lo si deve anche a Simone”. Chiosa finale poi di Marcello: “Il miracolo di questa Lazio è tutto suo. Acerbi lo ha voluto a tutti i costi, Luis Alberto e Correa sono due sue scoperte, Cataldi se l’è portato dietro dal settore giovanile. Non è un fenomeno?”. 

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