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Lotito presenta la Supercoppa: “Dobbiamo vivere alla giornata”

Il Presidente Claudio Lotito presenta la Supercoppa alla stampa estera: “La Lazio viene riconosciuta sempre per ciò che era prima”

Claudio Lotito, Presidente della Lazio, è intervenuto alla conferenza stampa di presentazione della Supercoppa Italiana alla stampa estera

Lapresentazione si è scolta nella sala conferenze a Fontana di Trevi. Qui le parole del Presidente: “Dobbiamo vivere alla giornata, ragionando gara dopo gara. Quando recuperi gare come quelle di Cagliari, significa che hai voglia e forza. In passato ci è capitato il contrario, ovvero di subire delle rimonte. Servono coesione e determinazione per raggiungere obiettivi. Spero rimanga questo atteggiamento”

Le iniziative della sua gestione

“La Lazio viene riconosciuta sempre per ciò che era prima. Io ho cercato di inculcare precisi valori durante la mia gestione. Ancora oggi, quando ci sono partite internazionali, veniamo additati come tifoseria di destra Emma noi ci siamo sempre opposti con delle iniziative forti e precise. Parlo degli incontri nelle scuole, negli ospedali. Questo ci viene riconosciuto dagli addetti ai lavori, forse all’estero arrivano scarse comunicazioni, ancora hanno un’idea della Lazio legata all’era a me precedente. Noi abbiamo fatto una scelta, perchè siamo sempre per il rispetto della legalità e dei valori. La Lazio deve avviare i giovani allo sport e al rispetto di queste regole. Non ci appartiene le etichette che spesso ci vengono attribuite. Siamo un ente morale, sempre in prima linea per combattere e portare risultati, per debellare i fenomeni negativi anche all’interno della tifoseria. Quando sono uscite una serie di situazioni che minavano la credibilità dei club, la Lazio ne era estranea. Qui vige la correttezza, la trasparenza. Il mondo del calcio deve valutarci per quello che facciamo, che va al di sopra di qualsiasi aspettativa”

La Lazio con le donne a Riad

“Le distorsioni vanno combattute con la presenza, gli assenti hanno sempre torto. Giocare in Arabia Saudita? Facile dire che quello è un mondo che viola i diritti umani. Noi vogliamo cambiare il sistema, e per farlo dobbiamo combattere. Cosa fa la Lazio a Riad? Con una rappresentante locale ha messo in campo una riunione con tutte le donne per far capire che le donne non sono una specie in estinzione ma una realtà che va rispettata e tutelata. Devono avere la parità dei diritti. Nel caso della partita, parteciperanno alla competizione sportiva sugli spalti, cosa che prima non accadeva. Io ho parlato con chi di diritto, promettendo di garantire lo spettacolo ma ricevendo questo in cambio. Questo è un sistema sbagliato, le persone per bene spesso preferiscono starne fuori. E invece bisogna combattere. Non andiamo lì solamente per giocare la partita, ma perchè crediamo che quel paese possa avere cambiamenti sostanziali. Dobbiamo fare in modo che quel tipo di mentalità venga cambiata. Quando hai un’attività come la nostra, che viene seguita da 100 paesi, diventa una grande responsabilità. E loro non possono rappresentare un mondo fuori dalle regole, noi dobbiamo spingere il mondo arabo a cambiare abitudini. La crescita di un paese passa attraverso ad alcune tappe, confrontandosi con un altro sistema che ti aiuti a migliorare. E loro lo stanno facendo, pensate alla lotta contro la pirateria. Loro sono una popolazione giovane, non condizionata e acculturata, agiata dal punto di vista economica. Stimolando con le dovute iniziative, può concretizzarsi il cambiamento”.

Educare i giovani

“Tutti gli episodi di questo genere vanno combattuti, per fare in modo di prevenire. Ma può pagare tutto un paese per una singola persona? Un po’ come la Lazio, perchè pagare per 100 facinorosi nella tifoseria? Bisogna combattere queste persone, che girano per il mondo. Occorre prevenire questi fenomeni, non solo punire il fatto stesso. Educare i giovani è fondamentale, combattere i problemi endemici. La forma di prevenzione è importante per operare un cambiamento”.

Tifoseria e decisioni Uefa

“Per quanto riguarda i tifosi estremi, ormai si contano sulla punta delle dita. Ci sono stati numerosi arresti, i fatti parlano. La curva della Lazio ancora oggi è basata sui pregiudizi, molti ancora pensano che sia quella di 20 anni fa. Ora ci vanno genitori, con i figli, c’è un modo composto di sostenere la squadra. Io ho l’orgoglio di aver cambiato modo di pensare e di agire, anche rischiando la mia incolumità. Una squadra di calcio ha questo in mano, il potere mediatico. Multe Uefa? Ma è normale che la Lazio debba prendere una multa perchè una persona con un microfono va sotto la curva e sente la frase sbagliata di qualcuno? Non ha senso pagare per le colpe di un singolo individuo. Questa cosa non funziona, è una forma di fariseismo”.

Razzismo

“Lo spirito non era quello di enfatizzare l’aspetto razzista, ma così è stato recepito. Le scelte le fa l’amministratore. Io ho un rapporto di grande stima e considerazione per tutti, non c’è colore della pelle, stato fisico o culturale che tenga. Bisogna educare tutti in questo senso. La campagna della Lega è passata come una campagna troppo forte. La scimmia viene vista come un atto razzista, perchè si accosta all’essere umano. Si voleva attenzionare il problema della scimmia per dire: “L’uomo non può essere considerato una scimmia, ma un essere umano”. Quando Benetton fece la campagna in tal senso venne criticata, poi il tutto fu metabolizzato”

Questione Cicala

“La qualità morale e professionale di Cicala è indiscussa. Forse si è trovato in un contesto completamente diverso in cui queste qualità sono state interpretate in modo riduttivo. Se mi chiami per risolvere un problema di quella valenza, poi non posso scadere nelle beghe di condominio. La lettera di dimissioni è stata forte, ma perchè riteneva lesivo il comportamento delle persone che hanno messo in dubbio la sua trasparenza”.

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