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Omaggio a Paparelli, le parole al convegno in Regione Lazio

Questa mattina al Consiglio regionale del Lazio, si è tenuto un convegno sulla violenza negli stadi. Omaggio particolare alla memoria di Vincenzo Paparelli.

Questa mattina, presso la sede del Consiglio regionale della regione Lazio si è tenuto un convegno sul tema della violenza negli stadi. Nel corso della conferenza, non è mancata l’occasione di ricordare la tragedia di Vincenzo Paparelli.

Presenti, fra gli invitati, tante personalità del mondo biancoceleste, che hanno portato la loro testimonianza. E durante l’evento è anche arrivato un video messaggio di Giampiero Galeazzi, noto tifoso laziale.

Non potevano mancare le parole di Gabriele Paparelli, figlio di Vincenzo, presente in aula quest’oggi.

“Amo questo sport e amo mi padre, non ci sto che sia morto per una partita di pallone. Voglio far capire, anche a una sola persona, che allo stadio si va per tifare e vivere una giornata di spensieratezza. Devo dire grazie di cuore. Oggi la Regione Lazio ha amplificato la mia voce, che era una goccia. Teniamoci il calcio, che è vita, salute e competizione sana. Non ci deve essere neanche un buu”.

La storia di Vincenzo Paparelli – ha aggiunto poco dopo Matteo Marani, giornalista di Sky – non deve essere più di una sola parte, deve essere la storia di tutti. Del mondo del calcio”. Poi è stata la volta di Riccardo Cucchi, ex radiocronista Rai, che si è detto fiducioso per le nuove generazioni.

“Ho fiducia nei giovani, perché possano fare quello che la mia generazione non ha fatto. Ovvero vivere lo sport come tale, con spensieratezza. Quello che è successo in questo weekend ci dice che il problema esiste, diffidate da coloro che vogliono derubricare queste manifestazioni a sfottò o gesti goliardici”.

A margine del convegno, il nostro Riccardo Caponetti ha fatto qualche domanda ad alcuni degli ospiti.

Massimo Piscedda

Ex calciatore e attuale commissario tecnico della B-Italia, Massimo Piscedda sostiene che il problema alla base di tutto sia la stupidità di alcuni soggetti.

“Ricordiamo un tristissimo evento qui con il figlio. Io sono onorato di poter partecipare. Purtroppo si ricorda che la stupidità delle persone alla fine non ha epoche. Da Paparelli in poi non è più morto nessuno dentro uno stadio. E già questo è qualcosa. perché la sicurezza è aumentata. Però ce ne sono stati fuori e finché esiste la stupidità di chi va allo stadio per fare certe cose, non è detto che non possa risuccedere”.

“Quando si parla di cultura sportiva bisogna capire cosa si intende. Purtroppo negli ultimi anni lo stadio è diventato uno sfogatoio per gente che non riesce a vivere una vita sociale normale e tutte le repressioni le sfoga allo stadio. I buu sono cretini. Il razzismo è qualcosa di serio e non dovrebbe esserci, perché gli esseri umani sono tutti uguali. Ma, ripeto, è solo la stupidità di alcune persone a generare tutto”.

Poi un passaggio sulla giornata di ieri e sulla vittoria della Lazio a San Siro.

“Io non ero in campo 30 anni fa, stavo in panchina. Ma ricordo bene quella vittoria che ci regalò Maldini di fatto. Meno male che si è sfatato questo tabù. Ieri sera la Lazio ha fatto una bellissima gara e vincendo meritatamente”.

“Sono sorpreso dalla Roma che credo abbia un ottimo allenatore. Si è proposto bene in un ambiente difficile come quello della tifoseria della Roma. La Lazio, invece, per me è una conferma. È una grande squadra, che deve cercare fino all’ultimo di centrare il 4° posto perché secondo me è nelle sue possibilità. Questo è un campionato che ti da possibilità, anche se perdi una partita, di fare un filotto di vittorie. Importante è con chi le hai fatte. Fiorentina, Torino e Milan sono tre squadre con valori medio alti”.

Lionello Manfredonia

Altro ex giocatore degli anni ’70-’80, Lionello Manfredonia definisce violenza e razzismo un problema sociale che andrebbe affrontato con una migliore educazione civica.

“Sicuramente la tragedia e il ricordo sono sempre vivi. Purtroppo a distanza di 40 anni mi sembra che cose siano rimaste abbastanza invariate. secondo me è più un discorso di educazione civica che prima, forse si insegnava di più. Dobbiamo essere noi a trasmetterla di più, sia nelle scuole, sia in famiglia e nelle società sportive. La gente ormai si accontenta sempre di meno e quindi secondo me è diventato più un discorso sociale che altro”.

“Non c’è chiarezza al livello legislativo. Se ci fosse la gente si comporterebbe in maniera diversa. Purtroppo in Italia non c’è mai la certezza della pena e quindi difficilmente se ne potrà uscire”.

Parlando dei risultati in campionato, questo il suo pensiero sulla vittoria della Lazio a San Siro e sulla lotta per la Champions.

“Purtroppo ieri sera ero in treno, che portava due ore di ritardo. La partita non l’ho vista. Però la Lazio sta andando bene, è una squadra importante e bisogna fare i complimenti anche a Tare per gli acqusiti che sta facendo. Correa e Luis Alberto sono due giocatori di grande livello”.

“Quest’anno sono sorpreso in positivo dalla Roma. Perché con un tecnico nuovo non era facile fare bene subito. Per la Champions se la giocano alla grande Roma e Lazio. Hanno le qualità per arrivarci”.

 

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