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I quasi laziali di Milan – Lazio: trame diaboliche mai realizzate

Lazio-Milan, striscione Romagnoli

Nuovo appuntamento con i quasi laziali. In occasione di Milan Lazio, andiamo alla scoperta di chi tra i rossoneri poteva essere biancoceleste.

La rubrica dei quasi laziali in occasione di Milan – Lazio assume contorni diabolici. Non per qualche motivo particolare, ma solo per l’influsso di Halloween appena trascorso e per via del simbolo della squadra di Milano.

Gli intrecci del mercato hanno legato negli anni 3 elementi della rosa rossonera alla Lazio. Il primo è Giacomo Bonaventura, sempre accostato ai biancocelesti nei periodi di addii eccellenti. Reali o ipotetici. Ai tempi dell’Atalanta poteva essere il profilo buono per asciugare le lacrime di Hernanes sulle guance dei tifosi. Era l’inverno del 2014, ma l’agente negò ogni presunta trattativa:

“Non ho avuto nessun segnale in questo senso. Per il momento la società biancoceleste non mi ha mai contattato per sondare la disponibilità del mio assistito”.

Arrivarono Kakutà e Postiga al posto del Brasiliano. E le lacrime aumentarono. Jack rimase a Bergamo per altri sei mesi prima di finire sotto la madonnina l’estate successiva. Nel 2018, nuovo avvicinamento. C’era in ballo la cessione di Milinkovic e proprio il Milan sembrava la candidata più forte. Quel diavolo di Raiola tramava una cessione milionaria per Donnarumma. Una parte di quei soldi sarebbero stati girati alla Lazio, insieme al cartellino del trequartista marchigiano per abbassare il prezzo del Sergente. Nulla da fare.

Il secondo nome è Alessio Romagnoli. Centrale difensivo di dichiarata fede laziale, è cresciuto nelle giovanili della Roma. Garcia lo fece esordire, ma dopo un anno di prestito, fu letteralmente scaricato a Milano nel 2015 per una pura logica di plusvalenze. E lui, in tutta risposta, postò la sua foto divenuta virale sul web con la maglia bandiera. Il destino beffardo ha poi voluto che fosse suo il rigore decisivo, calciato sotto la Nord, nell’interminabile serie in semifinale di coppa Italia due stagioni fa. Non si può certo dire che il perfido Lucifero non abbia messo lo zampino nella sua carriera.

Al livello di mercato, il profilo di Romagnoli è stato più una suggestione che un’idea. Dato in uscita dalla società meneghina nelle ultime due sessioni estive, sembrava idilliaca la narrazione che vedeva un imminente approdo nella sua squadra del cuore per rinforzarne il reparto arretrato. Invece, proprio ad agosto scorso ha rinnovato il contratto fino al 2022 con la società del fondo Elliot. Probabilmente, il difensore originario di Anzio è stato tra i quasi laziali il meno vicino a diventarlo.

Ultimo dell’elenco è l’ex Liverpool e Roma Fabio Borini. Marcatore in un derby poi perso dai giallorossi, il suo mancato arrivo non è poi un rimpianto così grosso. I suoi trascorsi tra i cugini lo hanno sempre reso inviso ai tifosi biancocelesti. Citato a più riprese dalla stampa negli ultimi anni come possibile rinforzo per le corsie esterne, quando nel 2017 militava nel Sunderland si parlò di un accordo trovato con Lotito e Tare intorno ai 5,5 milioni di euro. Poi nel giro di 24 ore i rossoneri presentarono un’offerta più alta a lui e agli inglesi, chiudendo una trattativa lampo. Successivamente anche il suo nome finì nel calderone delle possibili contropartite per Milinkovic nel 2018. Un motivo in più per essere sollevati del suo non acquisto.

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