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La Lazio col Sassuolo? Come Rocky con Clubber Lang: torni la cattiveria

Lazio-Sassuolo come Rocky III vs Clubber Lang

Cos’hanno in comune la Lazio che ha pareggiato col Sassuolo e Rocky III? C’è lo spiega il nostro amico Max 883

“È la dura legge del gol/fai un gran bel gioco però/se non hai difesa gli altri segnano/e poi vincono”.

Fortunatamente questa volta non è successo. Capitan Lulic ci ha messo una pezza riuscendo a portare a casa un punto che, per come si erano messe le cose, è oro colato.

Cos’è successo alla Lazio del derby e di San Siro?

Una squadra che, dopo l’impresa di Milano, sembra essere sparita, disordinata. Una Lazio che gioca ma che non impensierisce il suo avversario, che si chiami Sassuolo o Spal. Ma cos’è successo alla Lazio del derby e di San Siro?

Un problema fisico? No! Alla fine la Lazio corre, magari disordinatamente, ma corre. Un problema di sfortuna? Forse in altre partite, non certo nelle ultime due. E allora, cosa può aver trasformato la coraggiosa squadra di San Siro nella timida e arruffona Lazio di Ferrara e dell’Olimpico?

Un po’ come Rocky III…

Avete presente Rocky III? Quando lo Stallone Italiano conquista il titolo mondiale e approccia alle sfida con Clubber Lang con superficialità e convinzione di vincere? Ecco la Lazio in questo momento è Rocky, mentre Spal e Sassuolo sono state le sue Clubber Lang dopo aver battuto Apollo Creed (l’Inter).

Una Lazio che, come ammette Lulic, dopo il gol di Immobile era CONVINTA di vincere. Ecco, il problema della Lazio è stato questo: la convinzione di potercela fare come se fosse scontato battere il Sassuolo. Invece non è così! Soprattutto per una squadra come quella di Inzaghi, che vive sulle motivazioni, sulla classe e sulla grinta. Una squadra che, se perde il famoso occhio della tigre, diventa normale e prevedibile.

Clubber Lang e più Ivan Drago

Ecco, io mi auguro che, da qui a sabato sera, il mister riesca a ritrovare quegli occhi cattivi, sia nell’intera squadra che nel suo bomber con le polveri un po’ bagnate. Con l’augurio che, dopo Milano, ci siano meno Clubber Lang e più Ivan Drago.

Viva La Lazio.

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