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Lazio: bene i tiri da fuori, ora sfrutta meglio le punizioni

Lazio-Parma, Lulic e Luis Alberto
Lazio-Parma, Senad Lulic e Luis Alberto

Sul quotidiano Repubblica di oggi, Giulio Cardone e Stefano Fiori analizzano i dati della Lazio sui tiri fa fuori. Un arma che i biancocelesti stanno imparando ad usare bene. Ora devono migliorare sulle punizioni.

Su Repubblica Giulio Cardone e Stefano Fiori analizzano i dati sulla Lazio relativi a tiri da fuori e ai calci di punizione. Il paragone è con i tiri da tre della pallacanestro, che, se introdotti nel calcio, farebbero la fortuna della squadra di Inzaghi, visti i recenti risultati.

La mira dalla distanza è potenzialmente un arma letale. Lo hanno dimostrato Cataldi nel derby, Immobile a Firenze e il il duo Luis Albert – Lulic domenica scorsa con il Parma. Infondo non è sempre possibile entrare in porta con tutto il pallone. Non sarebbe la Lazio, ma il Barcellona di Messi o l’Ajax di Cruyff.

I dati elaborati da Calcio Datato parlano di nove reti realizzate dalla distanza in questo campionato dagli aquilotti, con una percentuale realizzativa del 5,03%. La terza migliore della Serie A, dietro solamente a Torino (7,10%) e Napoli (5,65%), ma davanti ad Atalanta, Milan, Roma e Inter. Persino la Juventus, che in rosa ha un certo Cristiano Ronaldo, ha fatto peggio della Lazio in quanto a tiri da fuori.

A gennaio, riportano gli autori nell’articolo, Immobile aveva sottolineato: «In biancoceleste sto segnando meno da fuori area». La rete del Franchi simboleggia però questo nuovo trend che riguarda tutta la squadra. La Champions si giocherà rete su rete e in questo finale di stagione anche quello dei gol da lontano può diventare un fattore determinante.

Se con le bordate dalla distanza le cose stanno migliorando, lo stesso non si può dire per i calci di punizione. Cardone e Fiori riportano come, in questo campionato, la Lazio non abbia ancora trasformato nemmeno un calcio diretto. L’unico a riuscirci è stato Milinkovic, ma in Coppa Italia con il Novara. Inzaghi spera di sfatare questo tabù, magari già contro l’Inter nel prossimo impegno. Lo scorso anno, a realizzarne due – contro Sassuolo, votato dai tifosi come il secondo gol più bello della stagione, e Fiorentina – ci aveva pensato Luis Alberto. Il digiuno di quest’anno ricalca invece quello del 2016/17, con la casella delle punizioni rimasta a zero.

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