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Oltre la Lazio

Roma: arrestato Marcello de Vito, presidente dell’assemblea capitolina

Marcello De Vito (M5S) è stato arrestato con l’accusa di aver incassato tangenti da Luca Parnasi per favorire il progetto dello stadio della Roma.

Questa mattina all’alba i carabinieri hanno arrestato Marcello De Vito.

Il presidente dell’assemblea capitolina, uno degli organi di governo della città metropolitana di Roma, è accusato di corruzione. Secondo le pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli, l’esponente dei 5 Stelle avrebbe intascato tangenti direttamente o indirettamente da Luca Parnasi al fine di agevolare l’iter del progetto collegato allo stadio della A.S. Roma. Si contestano inoltre condotte corruttive per ottenere favori nella costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense.

Il nome di De Vito compariva già nell’ordinanza che aveva portato all’arresto di Luca Parnasi lo scorso giugno. Da quell’inchiesta era emerso un sistema corruttivo per la costruzione dell’impianto sportivo giallorosso. Questo nuovo filone d’indagine, separato dal precedente e denominato “Congiunzione Astrale”, ha fatto luce su una serie di altre operazioni corruttive. Lo scopo però era il medesimo: l’ottenimento di provvedimenti favorevoli per realizzare importanti progetti immobiliari.

Il commento della sindaco Virginia Raggi

A poche ore dall’avvenuto arresto del presidente De Vito, la sindaca di Roma Virginia Raggi ha così commentato la vicenda sulla sua pagina Facebook:

Nessuno sconto. A Roma non c’è spazio per la corruzione. Chi ha sbagliato non avrà alcuno sconto da parte di questa amministrazione. La notizia dell’arresto di Marcello De Vito è gravissima: ho piena fiducia nella magistratura e nel lavoro dei giudici. Una cosa è certa: nessuna indulgenza per chi sbaglia. Ho dichiarato guerra alla corruzione e respinto i tentativi di chi vuole fermare l’azione di pulizia che portiamo avanti. Qui non c’è spazio per ambiguità. Non c’è spazio per chi immagina di poter tornare al passato e contaminare il nostro lavoro. Avanti fino in fondo, senza se e senza ma, per la legalità”.

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