Resta in contatto

Giulio Cardone

Fiorentina-Lazio, le CARDOPAGELLE: Patric il migliore, Correa quasi (ma non segna mai)

Lazio, Patric

Fiorentina-Lazio, le pagelle della sfida del Franchi.

Strakosha 6
Non ha mai dovuto mettere a rischio la spalla malandata. Zero parate, incolpevole sul gol.

Patric 7
Grande stupore per la scelta di Inzaghi, che lo preferisce a Bastos come stopper di destra. Invece lo spagnolo è il migliore in campo, concentratissimo in difesa, puntuale in appoggio e sorprendente in rifinitura, con quella palla non sfruttata da Immobile per il 2-0. Seconda prova consecutiva da applausi, dopo quella con il Milan. Finora, il miglior “acquisto” di gennaio.

Acerbi 5.5
Sbaglia solo una volta, ma è letale: doveva essere più reattivo su Muriel, quando il colombiano ha avuto il tempo di “leggere” il cross di Mirallas e buttarla dentro. Una macchia dopo due prestazioni strepitose. Può capitare, ti vogliamo bene lo stesso leone.

Radu 5.5
Stesso discorso fatto per Acerbi: solo un errore, però decisivo. Quando sbaglia la chiusura su Mirallas che gli va via e inventa il cross del pareggio. Strano quell’intervento fuori tempo per uno della sua esperienza. Ma con 342 presenze con la Biancoceleste, raggiunge Puccinelli al quarto posto della classifica all time del club. Per questo merita 10 e lode, ma è un altro discorso.

Marusic 6.5
Eccolo, lo stantuffo che ci piaceva nei suoi primi 4 mesi di Lazio. Ordinato nel primo tempo, esplosivo nella ripresa dopo l’1-1, quando è lui a spingere la squadra al contrattacco: la concorrenza di Romulo gli fa bene, è evidente. Ritrovato.

Milinkovic 6
La media tra il primo tempo da 7 e il secondo da 5. Pazzesca la palla a Ciro che colpisce il palo, poi tante iniziative interessanti. Nella ripresa invece torna in versione “tacco & suola”, nel senso più lezioso che concreto: non a caso, la squadra non punge più come nei primi 45 minuti.

Leiva 6.5
Gli manca solo il colpo del 2-1, quando Correa gli consegna un cioccolatino davanti al portiere. Per il resto, solita partita da “Mezzasquadra” capace di fare tutto e bene.

Luis Alberto 6
Partecipa con profitto al recital biancoceleste nel primo tempo, e nella ripresa Orsato gli nega la possibilità di tirare un calcio di punizione dal limite (fallo netto ai suoi danni, chissà perché non punito, mistero). Però in generale non è il Toque dello scorso anno: raffinato sì, sempre, ma in queste partite oltre al fioretto serve anche la clava. Mancano da morire i suoi gol, i suoi assist, insomma le giocate che fanno la differenza. Se Leiva è Mezzasquadra, lui adesso è Mezzo e Mezzo. Non ci serve ibrido, ma regale come l’anno scorso.

Lulic 6
Non è al meglio eppure si batte alla grande come sempre. Non fa mai mancare la spinta sulla sinistra, anche se è complice di Radu nell’azione dell’1-1. Stremato, lascia spazio a Badelj.

Correa 6.5
Partita da fuoriclasse, purtroppo senza gol. Giocate incredibili, come quella che porta al gol di Immobile e il passaggio-luce inventato per Leiva. Classe immensa, eleganza, tecnica, genio. E allora perché solo 6.5, vi chiederete. Perché non segna mai, il Tucu. E invece servono maledettamente anche i suoi gol. Finché non sarà più cattivo là davanti, resterà un campione irrisolto. Bisogna insistere però, perché è una meraviglia vederlo giocare.

Immobile 6.5
Ciro fa 13 (il numero di gol in campionato) e prende il sesto palo di questa sua controversa stagione. Sempre vivo e pericoloso, segna con un destro dei suoi, spreca però con un passaggio maldestro un contropiede da 5 (forse 6) contro 2 e poi spara su Terracciano un pallone (ricevuto da Patric) che uno come lui può benissimo incrociare. Insomma resta imprescindibile, ma non è l’Immobile dello scorso anno. Attenzione però: 97 gol in Serie A, quindi zitti tutti e teniamocelo stretto.

Badelj 6
Schierato accanto a Leiva, fa il suo senza errori. Il guaio è che, da ex capitano viola emozionato, non riesce a inventare nulla.

Romulo 6.5
Prima a destra e poi a sinistra con la stessa vivacità e la stessa voglia di offrire un contributo importante. Quindi si conferma acquisto prezioso.

Bastos sv

Allenatore: Inzaghi 6.5
Si rivela indovinata la mossa Patric, forse il migliore. La spiegazione tattica: lo spagnolo era più adatto di Bastos – per qualità tecniche – nel fraseggio contro il pressing forsennato degli attaccanti viola. Però rischia da pazzi, quando esce Lulic, a schierarlo stopper in una difesa a 4. Voleva vincere a tutti i costi, si è capito. Il gioco nel primo tempo incanta, la formula fantasia piace, ma se la squadra non è cattiva quando si tratta di raddoppiare, se non capisce per l’ennesima volta questo facile concetto di chiudere le partite, magari è anche un po’ colpa sua.

Arbitro: Orsato 5.5
Direzione sempre un po’ egocentrica, ma apprezzabile. L’insufficienza nasce da quel fallo su Luis Alberto al limite dell’area non punito. Incomprensibile.

1 Commento
Subscribe
Notificami
guest
1 Comment
Inline Feedbacks
View all comments
Commento da Facebook
Commento da Facebook
2 anni fa

Ho sempre creduto in Patric Grande continua così

Advertisement

I MITI BIANCOCELESTI

Il leader carismatico della squadra che regalò ai tifosi il primo scudetto nel 1974

Giorgio Chinaglia

Il simbolo della Lazio. Un gol dopo l'altro, una prodezza dopo l'altra

Giuseppe Signori

Advertisement

Signori, e segna sempre lui: che ricordi hai di Beppe-gol?

Ultimo commento: "Per me il più grande attaccante della Lazio di tutti i tempi"
Lazio, Tommaso Maestrelli

Lazio, oggi la ricorrenza della scomparsa di Maestrelli

Ultimo commento: "Tutto giusto cara Rita.... Anni IRRIPETIBILI e squadra INARRIVABILE"
Lazio, i Miti: Giorgio Chinaglia

Giorgio Chinaglia, il grido di battaglia: rievoca le gesta di Long John

Ultimo commento: "Grande, antiromanista, unico"

Addio Pablito: se ne va un altro simbolo del calcio

Ultimo commento: "Grande campione!"

#CountdownToHistory, Immobile fa 150 e la vetta è sempre più vicina…

Ultimo commento: "Secondo me l'unico dubbio e' se Ciro , Silvio Piola , lo raggiunge in questo campionato 2020-2021 o nel prossimo 2021-2022"

Altro da Giulio Cardone