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Lazio, l’unione fa la forza

Lazio, la festa dopo la vittoria

La compattezza del gruppo nell’affrontare le difficoltà è stata la chiave del trionfo di ieri.

“E tutti insieme je ne famo treee!” recita il noto coro della Nord. Visto il risultato, è fin troppo facile dire che calzi a pennello per la vittoria di ieri sera. Ma è quel “tutti insieme” che mette in risalto la prestazione.

L’unione fa la forza

Nel momento peggiore della stagione, tra giocatori infortunati e alcuni rabberciati alla meno peggio,  la banda Inzaghi ha saputo tirare fuori la forza del collettivo per uscire dalla difficoltà. La compattezza del gruppo ha fatto la differenza. L’unione fa la forza è l’idea di base in uno sport di squadra. Ieri la la Lazio ne è stata la perfetta rappresentazione. Ha dimostrato cosa vuol dire essere uniti.

C’era tanta voglia di festeggiare con i miei compagni perché tutti i giorni ridiamo, scherziamo… è un gruppo bello!“, ha detto Cataldi in zona mista. “Il trionfo è del gruppo, ho ringraziato i giocatori per la vittoria”, ha ribadito il mister in conferenza stampa. Frasi di rito? No, assolutamente. Perché sottolineano come la prestazione superlativa sia potuta venir fuori solo grazie al contributo di tutti. Staff compreso, come sottolineato dal dott. Rodia: “Voglio ringraziare tutti i miei colleghi e i fisioterapisti, il risultato di oggi è molto importante anche per lo staff”

I singoli

A partire da Caicedo, che ha sbloccato il match, per arrivare allo stesso Cataldi, che lo ha chiuso, tutti hanno potuto esaltarsi nel collettivo. Catapultato in campo dal 1′, il numero 20 ha potuto contare sull’appoggio di Luis Alberto, Milinkovic e Correa che lo hanno sostenuto nelle martellanti azioni offensive del primo tempo. E lui ha ricambiato. Ha difeso il pallone e facendo da sponda per consentire ai compagni di tenere il baricentro alto e il pressing costante. Il gol è allo stesso tempo un premio e una liberazione dal peso delle critiche del passato.

Se l’assenza di Immobile ha generato un buco davanti, egregiamente riempito da ‘Er Pantera’, in difesa la situazione era anche peggiore. Escludendo Acerbi, che è sovraumano (si dice che Nietzsche si sia ispirato a lui), sia Radu che Bastos erano in condizioni precarie. Proprio l’angolano ha sfoderato una prestazione oltre ogni aspettativa. Ha annichilito El Shaarawy, è stato preciso negli anticipi di testa e persino palla al piede, a parte un liscio clamoroso su un rinvio, è sembrato più sicuro del solito. Meriti suoi, certo, ma i compagni lo hanno assistito alla perfezione.

Grazie a loro, gli attaccanti della Roma non sono mai riusciti a metterlo sotto pressione e lui ha potuto giocare più sciolto. Monumentale Leiva in mezzo al campo. Radu ha disinnescato la minaccia Zaniolo. Gli esterni sono stati perfetti in copertura. “Quando Marusic si alzava aggressivo su Kolarov, tenevo Lulic in posizione bassa e difendevamo più a quattro che a tre“, ha detto il mister in conferenza post partita. La prova che il lavoro di squadra per aiutare la difesa era stato studiato a tavolino.

Per Firenze si punta a recuperare qualche lungodegente e a rimettere in sesto chi non sta ancora al meglio. Intanto però questo derby ha lasciato una consapevolezza in più a Inzaghi. E si potrebbe rivelare fondamentale da qui a fine stagione. Il mister piacentino ha visto con i suoi occhi la forza del gruppo unito. Per superare le difficoltà future non serviranno soluzioni tattiche particolari, basterà affrontarle tutti insieme.

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