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Lazio Nuoto, sabato il sit-in al Campidoglio per salvare la storica piscina

Lazio Nuoto, il Capitano Colosimo: "Rischiamo di sparire"

Lazio Nuoto, sabato dalle 11 il sit-in per chiedere alla sindaca Raggi di tutelare la piscina alla Garbatella – di Giorgio Bicocchi

“Sarà una battaglia al buio”, ripete in queste ore tribolate il Presidente della Lazio Nuoto, nonché Vice Presidente della Lazio Generale, Massimo Moroli. Che dunque, neppure per un attimo, può godersi il momento magico della Sezione più antica.

Una sezione che nel nuoto, anche nel recente meeting di Cassino, ha conquistato quattro medaglie; che nella pallanuoto, sventola con orgoglio l’attuale quinto posto in Serie A1. E che, nel nuoto sincronizzato e in quello paralimpico, mette assieme ormai da anni un bel vagone di allori.

La messa al bando rischia di cancellare tutto

La messa a bando da parte del Comune di Roma della piscina di via Giustiniano Imperatore, alla Garbatella, gestita dal 1986 proprio dalla Lazio Nuoto, sta mettendo a repentaglio il progetto di consolidamento sportivo della società. Qual è il rischio? Che qualche imprenditore da strapazzo si aggiudichi il bando e che trasformi quel laboratorio agonistico creato dagli istruttori e dallo staff tecnico della Lazio Nuoto in un luogo per fare esclusivamente lucro e profitto.

Concessione scaduta, nessuna deroga all’orizzonte – come invece è stata concessa per altri spazi comunali – e via a una procedura amministrativa velocissima, in contrasto con le tradizionali, elefantiache attività in questo genere di situazioni. E così un polo di eccellenza sportiva e umana rischia di scomparire. Qui, ogni anno, almeno 1500 persone fanno sport, agonistico e non.

Da 33 anni, un centro d’eccellenza assoluto

Da 33 anni la Lazio Nuoto ha costruito alla Garbatella un centro in cui eccellere, migliorarsi, pensare allo sport da protagonisti. Valori che, nel bando pubblicato dal Comune mesi fa, sono completamente ignorati. In una zona, peraltro, dove pure un’altra Lazio, quella Baseball tanto cara a Giulio Glorioso, il più forte giocatore italiano della disciplina, ha trasformato quella che era chiamata “la buca di via Galba”, una sorta di discarica a cielo aperto, in uno spazio per giocare a baseball e a softball, varando sinergie anche con altre Sezioni biancocelesti (il football americano, per esempio, semifinalista-scudetto della passata stagione, vi si è allenato due giorni poche settimane fa).

Un intero quartiere fortemente riqualificato, dunque, a livello sportivo, da queste attività. Idee portate avanti con difficoltà ma realizzate. Come il prestigio lentamente acquisito dalla piscina di via Giustiniano Imperatore, il cui passato lucente, adesso, il Comune vorrebbe far evaporare. Nei 33 anni in Via Villa di Lucina, prima, e in Via Giustiniano Imperatore, poi, la Lazio Nuoto ha creato un polo d’eccellenza, con un successo popolare riconosciuto da tutti, anche dall’Università di Scienze Motorie che, in una ricerca sul livello di soddisfazione dei cittadini tra tutti gli impianti sportivi comunali, ha eletto il sodalizio biancoceleste come il numero uno in assoluto.

In quella piscina crescono da sempre grandissimi campioni

Qui è stato alimentato un vivaio da cui hanno spiccato il volo top-player di assoluto valore internazionale, come i pallanuotisti Massimiliano Ferretti (un oro olimpico, un oro e un argento mondiali e 2 ori e 2 bronzi Europei), Niccolò Gitto (un oro mondiale, un argento e un bronzo olimpici e un argento europeo) e Nicolas Presciutti (un bronzo olimpico) o come Manuela Melchiorri, che da sola ha conquistato 22 titoli nazionali individuali di nuoto.

Qui hanno affinato il loro bagaglio di tecnici sapienti Pierluigi Formiconi e Gianfranco Saini, chiamati a dirigere le squadre nazionali di pallanuoto e di nuoto, regalando alla Federazione Nuoto un oro olimpico, 2 mondiali e 4 europei oltre a un argento mondiale e 1 europeo nella pallanuoto femminile e, nel Nuoto, 5 ori olimpici, 13 mondiali e 44 europei; 3 argenti olimpici, 14 mondiali e 44 europei oltre a 8 bronzi olimpici, 14 mondiali e 53 europei.

I 33 anni alla Garbatella si sono riflessi anche in uno scudetto assoluto di società di Nuoto, 7 scudetti giovanili di pallanuoto, innumerevoli presenze nelle squadre nazionali e nei podi dei campionati Italiani, sia al livello individuale che di società, sia Assoluto che Giovanile, di Nuoto e di Pallanuoto.

Numeri da far girare la testa, storie di vita e di sport che, con un improvvido colpo di spugna – nonostante la Lazio Nuoto parteciperà comunque al Bando di (ri)assegnazione – rischiano di essere azzerati. Senza contare l’impegno della Lazio Nuoto a dare orgoglio agli atleti paralimpici: già perché quest’anno la formazione biancoceleste è giunta seconda nel Campionato Italiano di Società, aggiudicandosi la Coppa Italia femminile e il 2° posto in quella maschile.

I rischi anche per i dipendenti

E adesso un anonimo bando di gara, per una delle poche eccellenze sportive ed umane di questa sgangherata città, omette pure di sottolineare come la Lazio Nuoto sia stata insignita del Collare d’Oro e della Stella d’Oro al Merito Sportivo, le massime onorificenze elargite dal Coni. Non solo: nel polo di via Giustiniano Imperatore ci sono 45 persone che lavorano
per la Lazio, 7 delle quali con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato che, se il Bando fosse aggiudicato da privati, si ritroverebbero senza impiego e senza tutele.

Senza considerare poi che la capitalizzazione del valore commerciale dell’avviamento dell’impianto ne ha moltiplicato l’appetibilità e varrà al Comune almeno la quadruplicazione dell’attuale profitto.

Sabato il sit-in al Campidoglio

Per tutto questo, per chiedere un ripensamento e, in subordine, un incontro alla Sindaca Virginia Raggi, il comitato di quartiere della Garbatella ha indetto un sit-in sabato
2 marzo, dalle ore 11, sotto alla statua di Marco Aurelio, in Campidoglio.

Per rivendicare il diritto di fare e dare sport in uno dei quadranti più affollati della città. Per urlare a squarciagola che una entità come la Lazio Nuoto andrebbe tutelata, salvaguardandone il blasone e il pedigree. E non spinta, in ossequio alla ricerca del vil denaro, sull’orlo del precipizio.

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