La Lazio arriva alla sfida contro il Milan con una possibilità mai avuta prima nella propria storia: vincere le prime quattro partite di campionato. Gennaro Gattuso ha trasformato l’avvio di stagione in una corsa sorprendente, mettendo insieme nove punti contro Bologna, Genoa e Udinese e cancellando rapidamente la delusione dell’eliminazione in Coppa Italia.
Il tecnico ritrova ora il Milan, club con cui ha vinto da calciatore e che ha anche allenato. Una partita speciale, ma soprattutto l’occasione per superare precedenti importanti. Né la Lazio di Maestrelli nel 1974-75 né quella di Petkovic nel 2012-13 riuscirono infatti a conquistare quattro vittorie nelle prime quattro giornate.
Frattesi e Gudmundsson trascinano
La crescita biancoceleste passa soprattutto dalla forza mentale. Gattuso ha costruito una squadra capace di soffrire, reagire e colpire nei momenti decisivi. A Udine il copione è stato chiaro: svantaggio iniziale, pareggio di Frattesi e sorpasso firmato Gudmundsson. Due dei nuovi acquisti sono già diventati simboli del nuovo corso.
Pinamonti recupera, dubbio a destra
Contro il Milan servirà però un’altra prestazione di livello. Gattuso può contare sul recupero di Pinamonti, che ha smaltito il problema alla caviglia ed è tornato regolarmente in gruppo. Restano invece alcuni dubbi sulla fascia destra, dove Isaksen e Cancellieri si contendono una maglia da titolare.
A centrocampo Belahyane, Frattesi e Taylor restano i favoriti, mentre Rovella tornerà dopo la sosta. Stesso programma per Marusic e Dele-Bashiru. Patric, invece, rimane fuori lista.
Gattuso davanti alla storia
La Lazio arriva così al primo grande esame della stagione con entusiasmo, fiducia e un record da inseguire. Battere il Milan significherebbe non soltanto restare a punteggio pieno, ma scrivere una pagina mai vista nella storia biancoceleste e regalare a Gattuso una notte davvero speciale.
Il primato, condiviso dopo tre giornate, alimenta inevitabilmente entusiasmo, ma l’allenatore continua a chiedere equilibrio: il percorso è appena iniziato e il vero salto di qualità passa da sfide così. Il Corriere dello Sport.


