Clarisse Le Bihan, fantasista della Lazio Women, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni ufficiali del club biancoceleste, dove ha ripercorso tutta la sua carriera e non solo.
Le dichiarazioni della fantasista della Lazio Women:
“La prima volta che ho indossato gli scarpini da calcio? Io direi, da quel che ricordo e vedendo alcune vecchie foto, quando ho iniziato a camminare col pallone tra i piedi. Quindi da piccola ho sempre giocato a calcio e a scuola calcio ho iniziato a 5 anni”.
“Che emozione ho provato la prima volta che ho dato un calcio ad un pallone? Mi sono sempre sentita felice in campo, con i miei amici, la mia famiglia, il mio papĆ . Ć un sentimento che ho ogni giorno”.
“Se la mia famiglia e i miei amici mi hanno sempre supportato? SƬ, la mia famiglia ĆØ sempre dietro di me e non ho mai sofferto di questo, di essere una ragazza in un mondo cosƬ perchĆ© mi sento felice ed era abbastanza per me. Forse ho avuto dei momenti brutti, ma per me era importante stare sul campo: era l’unica cosa che contava”.
“C’ĆØ una persona a cui devo dire ‘grazie’ per il fatto che gioco ancora a calcio? Sicuramente i miei genitori perchĆ© sai, quando sei più piccola, ti vengono a vedere giocare ovunque. Il loro supporto ĆØ sempre stato primordiale per me”.
“Il mio primo calciatore preferito? Zizou (Zinedine Zidane), senza dubbio. La mia prima calciatrice preferita? Camille Abily, era molto tecnica ed era una ragazza che mi sembrava molto simpatica, che veniva dalla Bretagna, come me. Quindi l’ho sempre vista cosƬ e volevo sempre ispirarmi a lei perchĆ© era una calciatrice che faceva la differenza, però con umiltĆ ”.
“Esordio a 15 anni in PremiĆØre Ligue e convocazioni nella nazionale francese: se capii subito che il calcio sarebbe stato anche il mio lavoro? Non me lo sono mai chiesto, sono stata sulla mia strada. Da piccola ho un ricordo su quello che dicevo a mia mamma a 77 anni ‘Quando sarò grande, comprerò la casa dei nostri vicini’, dove abitiamo. Ho detto ‘Compro questa casa, cosƬ tu ti prendi cura dei miei bambini quando vado a giocare’. Quindi sin da piccola ĆØ sempre stata una cosa che volevo fare”.
“Che momento ĆØ stato il mio trasferimento all’Angel City, negli USA? Era una voglia mia perchĆ© ho fatto 13 anni al livello più alto in Francia. Quindi avevo questa voglia di scoprire un altro Paese, un’altra cultura, un’altra maniera di vivere il calcio e di giocarlo. Quindi gli Stati Uniti sono stati una grande opportunitĆ per me, son stata veramente felice. Non era facile perchĆ© sono andata da sola e lontano, però sono arrivate molte cose positive”.
“La difficoltĆ più grande che ho vissuto negli USA? La prima ĆØ la distanza che ho vissuto dalla mia famiglia e dai miei amici. Questo ĆØ stato difficile. Riguardo il campionato (americano), dico la fisicitĆ perchĆ© c’ĆØ una velocitĆ e una forza che sono diversi lƬ. Erano difficili anche le trasferte perchĆ© io stavo a Los Angeles e, ogni volta che andavo a giocare fuori casa, prendevo l’aereo per 2-4 o 6 ore. Si scopre un nuovo clima: da molto freddo e col vento a molto umido e col caldo. Quindi, tutto questo, andare in trasferta per 4 giorni e tornare per rimettersi a posto fisicamente, ĆØ stato un’esperienza speciale”.
“Oggi cosa mi manca degli USA? Direi i tifosi, di Los Angeles in particolare, perchĆ© lo stadio era quasi sempre pieno, con 22mila persone a vedere le partite. Questo entusiasmo mi manca un po’, anche le persone che ho incontrato lƬ”.
“Ć stata la scelta giusta approdare alla Lazio? SƬ, giustissima. Io volevo tornare in Europa e scoprire ancora un altro Paese e ho avuto questa opportunitĆ e, quando guardo indietro, sono veramente felice di aver fatto questa scelta perchĆ© ĆØ bellissima”.
“L’esordioĀ con gol nel derby? Ć quasi il ricordo più bello che ho di qui perchĆ©, era la prima partita e ho avuto un’emozione enorme quando ho fatto gol, quando Castiello ha fatto gol. Peccato he abbiamo pareggiato, però ĆØ stata una serata dove mi sono detta ‘Sono nel posto giusto’ e sapevo che c’era davanti a me una bella stagione da giocare ed ĆØ stata bellissima”.
“Se accetterei di cambiare quel gol con un nuovo gol nel derby? No, mai perchĆ© il primo ĆØ storia ed ĆØ speciale per me. Però prendo anche il gol nel prossimo derby. Ć il mio gol più importante con la maglia della Lazio? A livello personale, sƬ perchĆ© ho iniziato lƬ, con il derby a casa. Questo era molto bello e molto importante per la mia storia laziale”.
“Quale ĆØ il mio gol più bello fra gli 11 fatti durante la scorsa stagione? Il mio primo, contro la Roma, e c’ĆØ anche quello del 3-0 contro il Como Women, con il sinistro da molto lontano. Il migliore tra questi due? Sempre il primo con la Roma per l’emozione che ho provato e per quando ĆØ arrivato durante la partita”.
“La mia prima frase in italiano? Io l’ho studiato anche all’universitĆ per due anni, avevo giĆ un po’ di base e quando sono arrivata, era importante per me potermi esprimere con le persone che lavorano qui, ma anche con la squadra perchĆ© avevo grande responsabilitĆ quando ho firmato (per la Lazio). Quindi non posso dire la mia prima frase in italiano, non lo so, però abbiamo avuto qualche corso, grazie alla societĆ e mi ha aiutato a sentirmi sempre più parte della squadra e della societĆ . La mia prima parola in romano? No, questo non lo so (ride, ndr), devo sempre chiedere a Castiello”.
“Cosa mi piace e non mi piace di Roma? La cosa che mi piace di più ĆØ la bellezza della cittĆ perchĆ© ogni volta che ci vado sono felicissima. La cosa più terribile ĆØ il traffico. Ć tosta. Se ci porto anche il mio cagnolino? A Roma no, solo a Formello, abbiamo i nostri amici lƬ (ride, ndr). Come trascorrerei il tempo libero? Quello che mi piace di più, se avessimo avuto più riposo: viaggiare per scoprire nuovi posti, cittĆ e paesi. Al momento non ĆØ possibile, ma va bene, ci sarĆ tempo dopo”.
“Se ti riguardi dopo la partita? Si, tanto. Guardo tutto anche quando ĆØ brutta perchĆ© ĆØ molto importante essere lucida, ci sono tante emozioni quando giochiamo. Quindi ĆØ importante per me riguardare le partite e vedere cosa non ĆØ andato bene. Se guardo anche altre partite? Si, io sono veramente appassionata di calcio: guardo il campionato maschile e femminile in Francia e anche in Italia. Guardo un poā ovunque, anche gli USA. Fa parte del mio tempo libero”.
“La mia più grande passione, oltre il calcio? Direi cucinare, so fare tutto…le cose italiane no (ride, ndr). Sono brava a fare i dolci, soprattutto quando sono con le mie compagne di squadra”.
“La cosa che mi piace di più di questo lavoro? Ć giocare,Ā che sia in partita o in allenamento, io sono ossessionata con questo. Mi rende molto felice. La palestra non ĆØ il mio momento preferito, lo faccio ma non mi piace. La seduta video? Mi piace e qui lo facciamo tanto, al mister piace tanto. A me piace capire il perchĆ© delle cose, lui lo trasmette e questo mi rende felice di lavorare con lui. Come si fa a rimanere lucidi durante la partita? A forza di allenarsi, diventa unāabitudine e anche con la stanchezza sei capace di fare tutto. Direi allenamento e ripetizione. Come nelle palle inattive? Questa ĆØ tosta”.
“Se la scorsa stagione ĆØ stata la tua migliore in carriera? Penso di sƬ. Avevo fatto anche una bella stagione a Montpellier nell’anno del Mondiale in Francia, però quella ĆØ stata la migliore”.
Mister Grassadonia dice che io dipingo calcio? Non so cosa aggiungere, queste sono davvero delle belle parole. Cosa rappresenta lui per me? Lui lo sa, glielo ho giĆ detto. Quando l’ho incontrato, non sapevo cosa aspettarmi da ho firmato qui. Ma quando ho scoperto la sua maniera di lavorare e lāuomo che cāĆØ dietro, ĆØ stato il più bellāincontro nel calcio per me. Ć sempre un piacere venire ad allenarmi, giocare per lui…resterĆ speciale per me. Dove mi ha migliorata? A livello tattico perchĆ©, con i video, mi fa vedere il calcio in un modo diverso da quello che avevo in testa. Mi piace molto e mi piace capire cosa lui pensa e vuole. Magari non sono dāaccordo, però mi piace molto provare a capire la sua maniera di lavorare”.
“Se giocare anche da regista davanti alla difesa mi può allungare la carriera? Io mi sento molto bene in questo momento, non mi sento alla fine della mia carriera. Ho sempre avuto una certa versatilitĆ e ho sempre giocato in diverse posizioni dal centrocampo all’attacco. Sono completa e provo sempre a aiutare la squadra, a prescindere dal ruolo. Questāanno ho fatto un poā a centrocampo ma ĆØ sempre unāopzione. Mi piace molto stare più vicina alla porta avversaria”.
“La partita perfetta? Contro il Como lƬ, lo scorso anno. Avevamo questa partita che era un poā una finale per noi nella Poule Salvezza e abbiamo vinto 4-0,ho fatto 3 gol, di testa, di destro e di sinistro, e un assist. Non so perchĆ© ma questo campo mi ispira. Quale gara vorrei rigiocare? Quella con la Fiorentina, una delusione enorme per come abbiamo perso alla fine, ma anche il quarto di ritorno di Coppa Italia con la Juventus. Non ho iniziato la partita, sono entrata 3-1 e alla fine hanno fischiato un rigore su un mio fallo, che non era fallo secondo me e hanno segnato e poi siamo andate fuori dalla Coppa. Me lo sogno ancora. Ć la partita che vorrei rigiocare”.
“Cosa mi chiedo da qui a fine campionato? A me, di essere pronta, efficiente e in forma. Alle mie compagne? Vorrei dire che dobbiamo essere le prime a crederci perchĆ© tutto ĆØ ancora possibile. Abbiamo le qualitĆ per farlo”.
“Se tra qualche anno mi vedo mamma? Si certo, devo incontrare la persona giusta, ma mi piacerebbe. Il mio sogno per il futuro? Sarei felice se divento una direttrice sportiva di una societĆ femminile”.


