Flaminio, la Fondazione Nervi contro il progetto Lazio: “Rischio alterazione irreversibile”

Flaminio Lazio

Duro affondo della Pier Luigi Nervi Foundation contro il progetto di trasformazione dello Stadio Flaminio in nuovo impianto della Lazio. Subito dopo la presentazione online dell’iniziativa, la Fondazione presieduta da Marco Nervi, nipote dell’ingegnere Pier Luigi Nervi, prende ufficialmente le distanze dalla proposta, definendola un grave rischio per la tutela dell’opera realizzata per le Olimpiadi di Roma 1960.

Secondo la Fondazione, l’intervento illustrato non solo contrasterebbe con il vincolo di tutela che protegge l’impianto, ma comporterebbe un’alterazione irreversibile del progetto originario firmato da Antonio e Pier Luigi Nervi. Un’accusa netta che apre a possibili azioni nelle sedi competenti e chiama in causa anche le istituzioni capitoline e nazionali, sollecitate a intervenire per difendere il valore storico e culturale dello stadio.

Il comunicato della Pier Luigi Nervi Foundation

“La Pier Luigi Nervi Foundation, a seguito della presentazione avvenuta oggi online del progetto per la trasformazione dello Stadio Flaminio in impianto della società sportiva Lazio, tiene a precisare quanto segue. La Fondazione e il suo presidente, Marco Nervi, nipote di Pier Luigi, si dichiarano totalmente estranei alla concezione della proposta oggi presentata e ne denunciano il grave pericolo che essa rappresenta per la salvaguardia dell’impianto, concepito e realizzato da Antonio e Pier Luigi Nervi in occasione delle Olimpiadi del 1960. Quanto è stato illustrato oggi va chiaramente contro il vincolo di tutela dello stadio e non solo non rispetta, ma altera irreversibilmente l’opera dei progettisti originari”.

“La Fondazione si riserva di procedere nelle sedi opportune contro quanto proposto oggi e invita il Comune di Roma a considerare la gravità del rischio che l’intervento prospettato comporta per il proprio patrimonio monumentale. Il presidente Lotito ha parlato oggi in dettaglio con i giornalisti del grande potenziale economico rappresentato dall’operazione da lui proposta, che, a suo dire, porterà grandi guadagni alla sua società. Auspichiamo che il ministro della Cultura e la soprintendente speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, nel rispetto della dignità istituzionale delle loro funzioni, levino la loro voce contro questa operazione commerciale di sfruttamento di un’opera del nostro patrimonio culturale, che si vorrebbe alterare irreversibilmente nel nome di logiche che con il restauro e la valorizzazione culturale non hanno nulla a che fare”.

 

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Val
Val
1 mese fa

Questo è uno dei primi scogli, il manufatto è sotto tutela dei beni culturali essendo stato dichiarato di interesse architettonico. Io che non lo rende più “fruibile” come impianto sportivo.

Poi ci saranno i Comitati di Quartiere per il “NO”… avoja te…

Clamar
Clamar
1 mese fa

Cominciano a manifestarsi i primi scricchiolii, e siamo solo alla presentazione del progetto… Figuriamoci!
Detto questo, e parlo a titolo personale e con tutto il ribrezzo che provo per lotito, viviamo in un paese in cui ci si batte fino alla morte per tutelare un fatiscente rudere architettonico, peraltro sicuramente non un capolavoro, piuttosto che voltare pagina e riqualificare … Un paese senza visione e senza futuro

Fabrix
Fabrix
1 mese fa
Reply to  Clamar

Giusto al 100%

Val
Val
1 mese fa
Reply to  Clamar

Estremamente condivisibile. È quello che ripeto da anni sul Flaminio: così come sorse al posto dello Stadio Nazionale del Partito Fascista, anche questo impianto andrebbe demolito e ricostruito (magari dando una “citazione” architettonica a quella che era stata l’idea di Nervi).
Rendiamoci anche conto che parliamo di una struttura largamente costruita con parti “prefabbricate” in calcestruzzo per renderne più spedita la realizzazione in vista delle Olimpiadi all’epoca. Quindi onestamente tutto questo “lustro” a mia opinione non ne avrebbe nemmeno come opera architettonica.

Marcos
Marcos
1 mese fa

Ma con tutti quei soldi non sarebbe logico costruire uno stadio nuovo altrove? Costerebbe probabilmente di meno, ma tanto paga la Lazio…

Val
Val
1 mese fa
Reply to  Marcos

Finanziamo come SS Lazio una bella diga a monte dei terreni della Tiberina di Lotito, così lo fa lì…

La Roma lascia l’Olimpico, sarebbe stato più semplice dare alla Lazio quello che poi si sarebbe potuto ristrutturare anche in più anni e “modularmente”.

Adolfo
Adolfo
1 mese fa

Alla conferenza era presente un altro nipote, anch’egli architetto che ha collaborato al progetto. Ha spiegato che questa fondazione Nervi è composta da quest’altro nipote e sua moglie. Gli altre discendenti non hanno voluto aderire o sono del tutto disinteressati. Quindi in realtà questo nipote – Marco Nervi – parla a titolo personale e rappresenta solo se stesso e la moglie

Fabrix
Fabrix
1 mese fa
Reply to  Adolfo

Che crollasse allora. Tanto è bla bla all’italiota maniera

Val
Val
1 mese fa
Reply to  Adolfo

Non parla a titolo personale. Parla anche per la Getty Foundation che ha finanziato studi dell’impianto nonché opere di mantenimento per diversi anni.

Quando Lotito diceva che era un “orinatoio” il Flaminio, questi qui cercavano di mantenerlo e di farlo rilanciare dal Comune di Roma, mettendoci anche dei soldi.

Adolfo
Adolfo
1 mese fa
Reply to  Val

Secondo loro dovrebbe essere ripristinato a spese del comune e rilanciato come stadio con il desing originario. Il che non è di interesse pubblico, perchè il comune non può spendere soldi per un bene che poi non sa come utilizzare. Ma non è un monumento ed il valore architettonico si risolve solo nella vetustà ultracinquantenale. Cercano solo di intralciare la procedura nella speranza di monetizzare il tempo perso e i problemi che possono creare. A mio avviso tutto superabile. Certo i tempi di avvio lavori non saranno quelli indicati del primo semestre 2027

Massimo
Massimo
1 mese fa

Sarebbe stato meglio farlo crollare?

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