Diamo i numeri: Felipe Caicedo, dal reality ai gol pesanti
Di Daniele Caroleo
Nel settembre del 2004, su Italia Uno, va in onda un particolare reality show, interamente dedicato al mondo del calcio ed intitolato āCampioniā, durante il quale gli spettatori potevano seguire la vita sportiva e privata di una vera squadra (il Cervia), interagendo e partecipando alla selezione dellāundici titolare che sarebbe dovuto scendere in campo nelle sfide domenicali. Al termine della stagione, i tre vincitori ottenevano il diritto di partecipare al ritiro pre-campionato di Juventus, Milan ed Inter. Solo lāanno prima, in Sud America, su Canal Uno, andava in onda un format simile, intitolato āCamino a la gloriaā (Cammino verso la gloria). Partecipano quaranta giovani calciatori provenienti un poā da tutta lāAmerica latina, contendendosi la possibilitĆ di unirsi alle squadre del Santos (Brasile), Real Madrid (Spagna), Boca Juniors e River Plate (Argentina). Tra i vincitori di quel programma cāera un giovane 15enne proveniente da Guyaquil, in Ecuador. Vinse lo stage con il Boca Juniors ed il suo nome era Felipe Caicedo.
Qualche anno dopo (14 per la precisione) e dopo molto girovagare (10 le maglie vestite nel corso della sua carriera, in quasi tutti i continenti) Felipe approda alla Lazio. Accolto con molta diffidenza, vuoi per lāetĆ (stava per compiere 29 anni al suo arrivo a Roma), vuoi per i numeri che lo accompagnavano, che non lo descrivevano certamente come un goleador (anche se in Nazionale ancora adesso rimpiangono il suo ritiro anticipato, visto che viene considerato come il miglior calciatore dellāEcuador dopo un certo Antonio Valencia). Segna il suo primo gol, con la maglia biancoceleste, il 28 settembre del 2017, in Europa League, nella vittoria contro lo Zulte Waregem. Il primo gol in campionato arriva invece il 3 dicembre. A Genova, contro la Sampdoria, Caicedo segnerĆ il gol della vittoria della Lazio (2-1) allo scadere del tempo regolamentare. DiventerĆ una sorta di marchio di fabbrica, anche se quella stagione, purtroppo, verrĆ maggiormente ricordata per il gol sbagliato a Crotone, che non permise alla Lazio di conquistare, con una giornata di anticipo, la qualificazione in Champions League (persa poi definitivamente allāultima giornata contro lāInter).
ChiuderĆ la stagione con appena 6 reti segnate. Ma lāanno successivo il rendimento migliora nettamente e Felipe entrerĆ di diritto nel cuore dei tifosi della Lazio grazie anche al gol segnato nel derby contro la Roma il 2 marzo 2019 (finirĆ 3-0). Senza dimenticare lāassist per Correa nella finale di Coppa Italia contro lāAtalanta (15 maggio 2019). TerminerĆ con un bottino complessivo di 9 reti.
Ć la terza stagione con la casacca biancoceleste addosso che lo consacrerĆ , però, come lāuomo gol nei minuti di recupero. Ne segnerĆ ben 3, e tutti pesantissimi: Sassuolo-Lazio 1-2 (24 novembre 2019, al 91ā), Lazio-Juventus 3-1 (7 dicembre 2019, al 95ā), Cagliari-Lazio 1-2 (16 dicembre 2019, al 98ā). EguaglierĆ il suo precedente score personale di 9 reti al termine della stagione, ma tornerĆ a ripetersi poi, allāinizio di questo campionato, con il gol vittoria contro il Torino (4-3, al 98ā) la scorsa domenica.
MercoledƬ sera poi, a 32 anni e con una spalla dolorante (problema che si trascina da diverse settimane ormai), eccolo subentrare (come di consueto) anche in Champions League ed avventarsi, proprio come una pantera, su un pallone servito da Acerbi, siglando il gol del pareggio contro lo Zenit, quasi allo scadere (anche questo, ormai, come di consueto). Il suo primo gol in Champions League, che consentirĆ alla Lazio di essere lāunica squadra italiana, dopo il girone di andata della fase a gruppi, a restare imbattuta nella massima competizione europea per club.
Ora, domenica, la Lazio ospiterĆ la Juventus. Quella stessa Juventus alla quale Caicedo, poco meno di un anno fa, ha segnato uno dei suoi diversi gol nei minuti di recupero. Quello del 3-1. Quello della sicurezza. In quei giorni Tare e Inzaghi, allāunisono e a ragion veduta, definirono Caicedo come āil miglior vice-Immobile possibileā. Mai una parola fuori posto, sempre pronto e a disposizione, consapevole del proprio ruolo. Esempio lampante di un gruppo granitico, cementato dal lavoro del mister che ha sempre affermato che āspesso ĆØ molto più importante chi subentra, rispetto a chi gioca dallāinizio“. Domenica, contro la Juventus, ci vorranno, per lāappunto, non 11 ma 16 leoni (tamponi permettendo). Tutti saranno importantissimi. Ognuno sarĆ fondamentale in questa sfida delicatissima. Sia chi verrĆ schierato dallāinizio, e sia chi entrerĆ a gara in corso.
Felipe lo sa bene, conscio delle sue capacitĆ .
Proprio come quando, a 15 anni, decise di partecipare a quel particolare programma in onda su Canal Uno.
E di vincere.


