Nicolò Rovella è stato operato lunedì 23 febbraio per ridurre e stabilizzare la frattura alla clavicola. L’intervento, della durata di circa 45 minuti, si è concluso con esito positivo. Il dottor Giovanni Di Giacomo, che ha eseguito l’operazione, ha spiegato che “Per noi è un intervento di routine, ma nel calcio è meno frequente”.
Intervistato dal Corriere dello Sport, il chirurgo ha sottolineato l’atteggiamento determinato del centrocampista, definendolo “molto motivato, ha grande voglia di recuperare in tempi rapidi, anche se naturalmente dovranno essere rispettati i tempi biologici necessari per un infortunio di questo tipo“. Per quanto riguarda la riabilitazione, lo specialista ha precisato: “In linea generale si parla di circa tre mesi. Il ritorno agli allenamenti in gruppo è previsto intorno al secondo mese, mentre servirà un ulteriore periodo prima di poter tornare a giocare e affrontare i contrasti in partita“.
Nel frattempo, il giocatore della Lazio dovrà portare un tutore alla spalla per circa 25 giorni, indicativamente fino al 19 marzo. Successivamente inizierà il percorso riabilitativo con lo staff fisioterapico biancoceleste. A questo proposito, Di Giacomo ha aggiunto: “Sono professionisti molto esperti – ha aggiunto Di Giacomo – e abbiamo già concordato un protocollo specifico che prevede lavoro in palestra, in piscina e altre fasi progressive“.
Il medico ha inoltre fornito un inquadramento generale su questo tipo di trauma, chiarendo che “Ho trattato molti calciatori, soprattutto per lussazioni della spalla. In termini di incidenza, queste problematiche sono meno frequenti rispetto a infortuni più classici come le lesioni del crociato. Il calcio è uno sport in cui ginocchio e caviglia sono le articolazioni più sollecitate, ma trattandosi di uno sport di contatto, possono capitare anche lussazioni e, più raramente, fratture di clavicola. È stata una circostanza sfortunata, e purtroppo è toccata a Rovella”.


