Flaminio, cambia l’iter: il Comune anticipa la conferenza di servizi per valutare il progetto della Lazio

Il progetto relativo alla riqualificazione dello Stadio Flaminio ha subito un cambiamento significativo dal punto di vista procedurale

Flaminio Lazio

Il progetto relativo alla riqualificazione dello Stadio Flaminio ha subito un cambiamento significativo dal punto di vista procedurale. Il Comune di Roma ha infatti chiesto alla Lazio di adottare una diversa base normativa per la presentazione e l’analisi del piano. La società biancoceleste ha accettato la richiesta e, di conseguenza, il progetto sarà ora valutato seguendo la cosiddetta “legge Stadi”, abbandonando l’iter inizialmente impostato secondo il codice dei contratti pubblici tramite partenariato pubblico-privato. Questo nuovo approccio ricalca quello già utilizzato per il progetto dello stadio della Roma a Pietralata.

Uno degli aspetti più rilevanti di questo cambiamento riguarda l’ordine delle fasi decisionali. Il Campidoglio ha stabilito che si dovrà prima svolgere la conferenza di servizi e solo successivamente si potrà discutere del riconoscimento del pubblico interesse. In precedenza, invece, la Lazio aveva previsto una sequenza inversa. Questa inversione è perché lo Stadio Flaminio è un bene sottoposto a diversi vincoli di tutela, e ciò rende fondamentale acquisire fin da subito il parere della Soprintendenza statale, che è un ente distinto dall’amministrazione comunale. 

Cosa si deve cambiare nel progetto Flaminio?

L’area interessata presenta infatti numerose limitazioni. Tra queste vi è un vincolo paesaggistico che tutela edifici e zone di particolare valore, oltre alla presenza della fascia di rispetto del fiume Tevere, che richiede autorizzazioni specifiche per qualsiasi intervento edilizio. Inoltre, lo stadio stesso, progettato dall’ingegnere Pier Luigi Nervi, è considerato un bene culturale protetto dal 2000, il che impone la conservazione delle sue caratteristiche architettoniche originarie e limita fortemente eventuali modifiche strutturali. 

Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dal valore archeologico del sito. L’area si trova lungo l’antica via Flaminia, una zona storicamente ricca di testimonianze romane, tra cui resti di ville, necropoli e altre strutture antiche. Sono stati individuati, tra gli altri, una villa romana di grandi dimensioni, una necropoli situata sotto una tribuna dello stadio e altri edifici di epoca antica, oltre al complesso legato a San Valentino. Tutti questi fattori rendono necessario un esame particolarmente attento prima di procedere con qualsiasi intervento. 

La modifica procedurale rappresenta un passaggio fondamentale per garantire che il progetto venga valutato nel rispetto delle numerose tutele presenti sull’area. L’obiettivo è ottenere fin dall’inizio il parere delle autorità competenti, evitando possibili ostacoli nelle fasi successive e assicurando una gestione più ordinata e conforme alle norme vigenti.

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Lazio libera
Lazio libera
1 mese fa

No allo stadio di Lotito!!

Adolfo
Adolfo
1 mese fa

In 21 anni di Lotito, ho imparato che il gestore cura esclusivamente i propri interessi e quelli della sua famiglia anche a scapito della SS lazio. Al di la di tante voci sulla cessione della società, che hanno a fondamento solo supposizioni che ciascuno di noi può fare, io rimango fermo alle sue parole. La Lazio non è in vendita, non è scalabile, la lascerò a mio figlio. Quindi guardo con molto sospetto a questa newco che dovrebbe sorgere per curare la realizzazione del Nuovo Flaminio. Bisogna prestare la massima attenzione alla composizione sociale, alle partecipazioni incrociate con la SS Lazio, ai soci occulti magari celati dietro un trust.
Fuor di metafora, tempo una grande in cu la ta,

Jaap
Jaap
1 mese fa
Reply to  Adolfo

Adolfo, secondo me la new co. nasce dall’esigenza di separe nettamente il Flaminio dalla Lazio, è un operazione che con la Lazio non c’entra nulla, la Lazio sarà meramente il conduttore del contratto di affitto, da cui tirare fuori i soldi per metterseli in tasca lui ed i suoi soci attualmente sconosciuti.

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